La “Loi mannequin” francese: una legge che guida il mondo della moda contro l’anoressia

Penso sia doveroso iniziare nel dire che questo non vuole essere un articolo di denuncia o demonizzazione del mondo della moda o delle modelle, di cui noi spesso parliamo ammirandone la bellezza e l’aspetto fashion.

Ho deciso di scrivere su di un male di cui spesso non si parla ma verso il quale mi sento parecchio sensibile, proprio per ciò anche il nome a me risulta quasi come un tuono ovvero Anoressia; non è un caso che i primi tentativi di circostanziare questa malattia, perché è davvero una malattia, nascano in Francia che insieme all’Italia sono la patria della moda e delle nuove tendenze.

La “loi mannequin” ovvero la legge contro l’anoressia viene promossa ed infine approvata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale nel Gennaio 2016 dal governo Hollande, con l’obiettivo quantomeno di prevenire “i disturbi del comportamento alimentare” tra le giovani.

A questo punto mi sorge spontanea una precisazione, quando parlo di “disturbi del comportamento alimentare” non parlo solo di Anoressia ma di un intero mondo legato a condotte alimentari, se si può dire sbagliate o meglio dire distruttive, dovute a profonde sofferenze e non di certo a mode o semplici fissazioni.

Questa legge è volta a regolamentare attraverso un decalogo, di cui tra poco parlerò, la scelta delle modelle e in particolar modo delle immagini attraverso le quali le case di moda pubblicizzano i loro prodotti.

Il decalogo di cui sopra è molto semplice ma efficace; forse uno dei punti salienti è quello per cui grazie a questa legge per accedere alle passerelle o posare per servizi fotografici le indossatrici, ad oggi, devono presentare un certificato medico rilasciato da un medico del lavoro dopo aver sostenuto una visita ed esami specifici che ne attestino la salute.

Questo certificato risulterà valido per un massimo di due anni, la cosa che valuta è in particolar modo il “body mass index” ovvero l’indice di massa corporea.bmi

Per indice di massa corporea (IMC) si intende una scala di valori che va da 12 nei casi più gravi di sottopeso a 40, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha decretato che un IMC da considerarsi nella norma dovrebbe essere compreso tra i 18,5 e 24,99.

Tra le proposte iniziali la legge di cui parliamo aveva presentato il progetto per il quale si richiedeva che le modelle dovessero avere un IMC non inferiore a 18, ma pare che questo sia stato bloccato e rifiutato da alcune case di moda.

Le regole devono essere applicate alle agenzie di tutti i paesi della Comunità Europea; forse una delle ulteriori novità è che sono previste multe fino a 75mila euro e 6 mesi di prigione per coloro che non rispettino questi standard.

Altri paesi come la Spagna seguono l’esempio della Francia vietando, già dal 2006, alle modelle con IMC inferiore a 18 di sfilare alla ‘Pasarela Cibeles’, il più grande appuntamento della moda madrilena.

Solo pochi giorni fa si è ripreso a parlare di questo argomento proprio perché si son aggiunte delle novità importanti in realtà già a partire da Ottobre di quest’anno; la legge viene per così dire completata, anche se in realtà a mio avviso la strada è ancora lunga, dalla norma che dispone l’obbligo di accompagnare le fotografie con la dicitura ‘fotografia ritoccata’ qualora sia stata effettivamente modificata al computer.

Credo basti dire questo, ma mi piacerebbe poter esprimere un mio giudizio, anche se per me è molto difficile perché rischierei di annoiarvi nello scrivere fiumi di parole e pagine world; l’unica cosa che mi sento di precisare è che non ci si ammala, nella maggior parte dei casi ,per seguire un ideale di bellezza o un canone di perfezione, bensì si arriva ad un tale livello di sofferenza  perché qualcosa nell’animo si spezza.

La cosa più grave è che spesso ci si vergogna a parlarne ed io vorrei lasciarvi sottolineando mille volte che BISOGNA URLARLO QUESTO DOLORE E MANIFESTARLO IN QUALSIASI MODO SI VOGLIA giusto o sbagliato che sia, perché poi chi è che stabilisce cosa sia giusto o sbagliato.

Una volta urlato basta una parola, una carezza o un’amica che ti guarda piangendo per INIZIARE DAVVERO A CURARSI.

Non abbiate paura perché la vita può davvero cambiare in poco tempo e posso darvi una testimonianza in più… LA MIA.

Coraggio ragazze, siamo signorine amanti della vita no?!modelle sorridenti

Roberta Antonelli

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