ABBRONZATISSIMA….  quando la tintarella è una vera e propria cultura.

 

L’estate è finalmente arrivata e tutti ci fiondiamo al mare per colorire l’incarnato: la tintarella è una vera ossessione  per molti di noi.

D’altronde si sa che l’abbronzatura  rende più belli: la pelle appare più tonica e luminosa e di conseguenza le donne possono riporre nel cassetto fondotinta e correttori per qualche tempo.  Ma abbronzatura non è sempre stato sinonimo di bellezza, anzi!  Fino alla metà del secolo scorso la pelle abbronzata era segno d’appartenenza a una classe sociale bassa: contadini e operai per intenderci. I nobili si distinguevano per la pelle chiara e candida anche nei mesi estivi proprio a sottolineare la differenza fra le varie classi sociali. Non a caso anche d’estate le nobildonne non uscivano mai senza ombrellino para sole al seguito con tanto di guanti. Ma a partire dagli anni ‘20 qualcosa sembra smouversi: Coco Chanel dopo una vacanza in Costa Azzurra si ripresenta in società con un colorito più scuro lanciando così la moda della pelle dorata. Tante signore su imput di Madame Chanel iniziano ad ‘accogliere’ ben volentieri i raggi solari facendo gite e passeggiate al mare; ma per la tintarella vera e propria bisogna attendere gli anni ’50 infatti  in seguito alla nascita del bikini la donna diventa sempre più disinibita e questo si riflette nella voglia di esporsi sempre di più anche al mare e quindi abbronzarsi.  Con il passare del tempo la voglia di tintarella è cresciuta a dismisura tanto che negli anni’80 è diventata una vera e propria mania: in questa decade diventare neri come il carbone è d’obbligo e per accelerare il processo sono nati gli olii super abbronzanti e le creme colorate che in pochi istanti donavano un effetto ‘abbronzatura tropicale’.  Tra gli anni ’90 e 2000’ c’è stato il boom delle lampade che hanno rivoluzionato  il concetto di abbronzatura: ora è possibile avere un bel colorito tutto l’anno! Il problema sono gli effetti collaterali che i raggi UVA comportano alla pelle: invecchiamento precoce in primis!  Da qualche anno a questa parte c’è un’inversione di tendenza o perlomeno c’è un’attenzione in più nei confronti della salute: sono sempre di più le persone che NON RINUNCIANO  alla protezione solare. Sia la pelle chiara che quella più olivastra DEVONO essere protette allo stesso modo; quindi dimenticate l’idea che ‘ho la pelle più scura, quindi non mi scotto’ perché anche se la genetica è stata più ‘clemente’  i danni provocati dai raggi solari sono uguali per tutti. Oltre all’invecchiamento precoce la pelle può andare incontro a tumori e alla comparsa di nei.  Purtroppo la strada verso la protezione è ancora lunga visto che l’ultima ricerca Nielsen ha rivelato che solo il 28% degli italiani usa uno schermo protettivo e nonostante siano state lanciate persino app  che  avvisano quando bisogna girarsi di lato sul lettino la via verso una consapevolezza maggiore su quanto e come prendere il sole è ancora lunga.  Ad oggi il mercato offre una vasta scelta di protettivi solari, sia spray (facili da applicare) che in crema garantendo una protezione super: ovviamente per il viso va messa la 50+  come quella di Korff e superati i 30 anche con azione antiage come quella di Avène.  Per il resto del corpo si può scendere a un filtro SPF più basso, come il latte fluido SPF 30 di Vichy antisabbia  o lo spray solare SPF 15 di Biopoint.

In Italia la tintarella ha una vera e propria storia alla spalle che ha in qualche modo caratterizzato la nostra società, ma nel futuro facciamo in modo che anche la protezione diventi un’abitudine inderogabile per l’estate ( e non solo!)

Francesca Tantillo

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