” Conversione digitale ” e ” La conversione questa sconosciuta ” : istruzione per l’uso per un mondo in evoluzione…tecnologica!

Ormai lo sappiamo, l’era del digitale e dei social network è parte di ognuno di noi, come si dice dagli 8 agli 80.

Mi capita spessissimo di vedere, per così dire giovani-anziani, utilizzare il cellulare piuttosto che internet ed addirittura Facebook; ritengo che questo non sia un male purchè sia fatto con misura ed ingegno.

Sempre più spesso siamo soggetti a truffe e bufale veicolate da strumenti digitali e sicuramente da una regolamentazione in tal senso frammentaria e carente, ma in evoluzione!

A proposito di questo, siamo state invitate alla presentazione di due testi molto interessanti per diversi motivi.

Primo tra tutti perché scritti da persone, amici, esperti e con la voglia di agevolare questo strumento digitale assai prezioso ma anche assai pericoloso se utilizzato in cattivo modo.

I due testi sono: “Conversione Digitale” di Alessandro Alongi e Fabio Pompei.

Il secondo: “La conversione questa sconosciuta” di Umberto Macchi.

La presentazione si è tenuta presso la Sala Ara Coeli a Piazza Venezia in Roma.

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Questo evento è stato molto interessante in quanto si è trattato di una accuratissima digressione sui due testi alla presenza di un pubblico attento e curioso, ispirato dagli interventi non solo degli autori ma anche di personalità quali, l’onorevole Sergio Boccadutri, deputato e coordinatore area innovazione PD.

La Dottoressa Francesca Bassa, Privacy Officer, che ha spiegato proprio il ruolo di questa nuova figura professionale.

Il Privacy Officer, letteralmente “agente della privacy”, deve avere competenze giuridico-informatiche in quanto è addetto al controllo e quindi alla valutazione dei dati personali all’interno di un’azienda.

Tutto ciò si deve quindi sviluppare nel rispetto della normativa vigente.

Il tutto moderato dalla giornalista Simona Cangelosi.

L’intervento dell’Onorevole Boccadutri è stato prezioso in quanto ha trattato proprio di quello che dicevamo prima, ovvero lo stretto rapporto che dovrebbe intercorrere tra innovazione tecnologica e regole giuridiche.

Il discorso si è concentrato in particolar modo riguardo l’importanza che stanno assumendo gli strumenti digitali e tutta la trasformazione tecnologica nei comportamenti e nella vita di ogni giorno di tutti quanti noi.

Veniamo ora ai due testi.

Il primo scritto da due amici e professionisti nel settore.

Uno degli autori, Fabio Pompei, ingegnere, docente in ambito ingegneristico e manager d’azienda con esperienza amministrativa come Consigliere a Roma; qui ha svolto incarico come Presidente della Commissione innovazione tecnologica a Roma XII.

L’Autore ha parlato in maniera interessante e divertente di quanto le “ fake news” ovvero le bufale siano dietro l’angolo nel mondo di internet, ma ha spiegato anche come potersi difendere da queste, riportando esempi famosi e coloriti.

Il secondo, Alessandro Alongi, laureato in Relazioni Pubbliche all’Università di Catania, si occupa attualmente di tematiche giuridico-regolamentari in Tim.

Questi, dopo aver svolto una veloce digressione sugli indubbi vantaggi della tecnologia e dell’innovazione, si è soffermato sui pericoli della rete così delle nuove forme di reati on-line e di come questo incida sulle fasce più deboli, nello specifico i minori.

Per il secondo testo, l’autore Umberto Macchi è da anni speaker del Seminar “Sharing” e da anni speaker anche del Seminar “ Centodieci è condivisione”.

Questi ha parlato in particolar modo dell’importanza dei social nello sviluppo del mondo odierno e soprattutto del ruolo che questi possono avere nella risoluzione della crisi.

Interessantissimo per noi, infatti il discorso poi è terminato sulla differenza tra blog, siti internet e social, insomma istruzioni per l’uso.

E’ bello vedere che da parte di persone esperte e professioniste ci sia la voglia di cambiare e finalmente di aiutare chi , anche un po’ inesperto, si voglia avvicinare in maniera sicura al mondo dell’innovazione tecnologica.

Questo anche testimoniato dal pubblico che, come detto, è stato attento e curioso con domande interessanti.

Avanti tutta con la tecnologia, ma in sicurezza e forza ragazzi!

Roberta Antonelli.

Chanel alla PFW: tra PVC, trasparenze e stile

Ieri si è chiusa la Paris Fashion Week con la sfilata mozzafiato di Chanel: ad attirare l’attenzione  è stata infatti in principio la location del Grand Palais. In un attimo gli ospiti si sono ritrovati in una foresta tropicale arricchita di vegetazione, cascate e rocce che cingevano una lunga passerella sospesa su un fiumiciattolo. In perfetta sintonia con la location, Karl Lagerfeld punta su una collezione  da vera ‘esploratrice avant guarde’  dove PVC, trasparenze, vinile e tweed reloaded la fanno da padroni. La sfilata, come di consuetudine, si è aperta con i capi iconici della Maison: c’erano tubini e tailleur dal tocco classico ma rivisitato per la S/S 2018. A caratterizzare la collezione, però,   sono state le mantelline e le borse trasparenti e impermeabili, gli stivaletti, gli ombrelli; inoltre c’è la grande riconferma del denim  che per l’occasione è stato rivisitato in versione cangiante e arricchito di dettagli in plastica, mentre i classici pantaloni in tweed sono riproposti in  vernice sfrangiati.  Nonostante i ricami, le applicazioni in cristallo, lo sfrenato utilizzo di PVC e trasparenze, la collezione mantiene la solida identità stilistica che ha sempre contraddistinto Chanel.

 

A dare quel tocco in più sono stati gli stivali cuissarde in PVC con le punte a contrasto ( tipico di Chanel) che hanno fatto letteralmente perdere la testa a tutte e i cappelli in PVC,  come quello indossato da Kaia Gerber, ovvero la nuova promessa delle passerelle internazionali che ha aperto la sfilata di Chanel…. beh il DNA è lo stesso di mamma… Cindy Crawford!

Francesca Tantillo

 

Waterproof💦💙💦 @chanelofficial

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Nail care: nuovi colori e novità in fatto di cura per le unghie

Ormai abbiamo parlato tanto di rientro dalle vacanze e di come affrontare al meglio la temuta remise en forme.

Abbiamo chiacchierato di pelle, abbronzatura e capelli.

Non abbiamo ancora parlato del vero e proprio biglietto da visita sia per l’uomo che per la donna ovvero le unghie!

In questi giorni di sfilate impazzano le news riguardo alle nuove tendenze in fatto di nuovi e vecchi stili che ritornano ma soprattutto riguardo i colori.

Colore richiama smalto!

Proprio per ciò, le nuove tendenze in fatto di colori richiamano in pieno anche le novità riguardo le tinte per gli smalti.

Durante le mie peregrinazioni nelle profumerie, mi capita di vedere ogni giorno colori diversi ma ciò che più mi affascina e per così dire rincuora, è che anche in questa stagione di transizione tra estate e autunno i colori must sono sempre più colori tenui e pastello; si pensi ad esempio alla nuova collezione di Dolce e Gabbana per la linea Dolce fall/winter.

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I colori di punta non a caso sono lilla acceso sia per rossetto che smalto ed un rosa molto caldo simile al color pesca.

Per non parlare poi dei colori che sono da sempre un classico ma che si arricchiscono di particolari preziosi quali il famosissimo rosso valentino che Dior ha arricchito con pagliuzze dorate nel color “Diablotine”, oppure nel colore rosso prezioso della linea Illy per Collistar.

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Forse un classico tra i miei preferiti, sembrerà strano, ma è un colore che richiama il nude look ovvero il color “Ballerina” di Chanel; lattiginoso per così dire, che si adatta alla perfezione sia di giorno che di sera e che rende l’unghia luminosa e a tratti shimmer.

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Di colori ce ne sono a migliaia come detto, tantissime varianti e sfumature.

Tralasciando per un attimo l’aspetto più fashion, moltissimi marchi sono attenti anche alla cura dell’unghia, trattiamo infatti di “nail care”.

Colori brillanti e accesi sì ma con un occhio di riguardo anche alla salute delle nostre mani.

Oggi la maggior parte degli smalti sono arricchiti con cheratina che, sappiamo essere una delle componenti principali per unghie e capelli.

Vi presento due prodotti con cui mi sono trovata benissimo e che sono, a mio avviso, un toccasana per le nostre mani.

Ammiraglia in questo senso è la linea di cosmesi Collistar che in questo campo è sempre stata all’avanguardia.

Ho provato qualche settimana fa lo smalto nominato sopra della collezione per Illy, il color rosso intenso.

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Questo smalto arricchito con cheratina permette all’unghia di respirare e apparte il colore deciso e brillante risulta molto delicato ed efficace.

Un’altra casa all’avanguardia in fatto di mani ed unghie è Mavala.

La linea di Mavala è famosa sia per i prodotti di nail care sia per i colori.

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Ce ne sono tantissimi e in moltissime varianti infatti, quando mi capita di cercare un colore particolare sono sicuro di trovarlo; trattiamo di colori classici e nuovissimi.

Nota da sottolineare è che questi smalti hanno un packaging molto particolare ovvero sono venduti con delle boccette piccolissime alla’apparenza; inizialmente per questo ero un po’ diffidente poichè ingenuamente credevo si consumassero velocemente, mi sono dovuta ricredere poichè le tinte sono così intense che basta davvero pochissimo prodotto, una sola passata per così dire.

Di marchi e di prodotti nuovi ce ne sono tantissimi, pensiamo a nomi noti come OPI o Essie, marchi americani.

Dopo questa coloratissima chiacchierata, ricordiamoci sempre di non stressare le unghie con eccessivi cambi-smalto ed ogni cambio va fatto comunque con attenzione, non deve quindi mai mancare una buona base trasparente ed una crema protettiva.

Per il resto avanti con la nail artist!

Roberta Antonelli.

MONET: LA NUOVA MOSTRA AL COMPLESSO DEL VITTORIANO DI ROMA

Claude Monet, uno degli artisti impressionisti più amati  torna a Roma con la mostra MONET al Complesso del Vittoriano dal 19 ottobre fino all’11 febbraio 2018. Le opere esposte provengono dal Museé Marmottan Monet ( che lo scorso anno ha celebrato 80 anni di attività) e si tratta dei quadri provenienti  da Giverny, l’ultima dimora dell’artista, che poi il figlio Michael ha donato al museo dopo la sua morte.  E’ stato proprio a Giverny che Monet realizzai il sogno di una vita:  realizzare un sontuoso parco e dedicarsi al giardinaggio. «Il giardinaggio è un’attività che ho imparato nella mia giovinezza quando ero infelice. Forse devo ai fiori l’essere diventato un pittore»  ha ammesso. La mostra, curata da Marianne Mathieau ripercorre la carriera dell’artista partendo dai primissimi lavori di metà ‘800 con le famose caricature, per poi proseguire con i paesaggi rurali e urbani di Parigi, Vèthuil e Londra. Ci sono anche i ritratti dei figli e gli iconici quadri ‘a tema green’: ci sono le prime tele con gli amatissimi fiori del suo giardino quali rose, glicini e agapanto; poi si passa ai più recenti quadri con i salici piangenti, il ponticello giapponese, il viale delle rose fino ad arrivare all’apoteosi della natura: il giardino delle ninfee, forse uno dei suoi quadri più belli, famosi ed emozionanti che ha realizzato. Nella sua ultima fase artistica le ninfee sono un tema ricorrente nei suoi quadri:  ne ha eseguiti più di 12 che ha donato allo Stato francese di cui alcuni oggi sono conservati nelle due sale ovali dell’Orangerie de  Tuileries e altri al Museé Marmottan. Monet, da sempre considerato il padre dell’Impressionismo, gioca con una pittura evocativa che si distacca dallo stile accademico sempre attento e definito, esaltando invece tutte i giochi cromatici che derivano dalla sovrapposizione di colori e luce. L’esposizione ripercorre le varie fasi artistiche dell’artista che ha sempre focalizzato la sua arte sull’EN PLEN AIR, ovvero dipingere all’aria aperta per catturare al meglio ogni singola dettaglio e  sfumatura cromatica che genera la luce sul soggetto scelto cercando di coglierne l’essenza.

‘Seguo la natura senza poterla afferrare, questo fiume scende, risale, un giorno verde, poi giallo oggi pomeriggio asciutto e domani sarà torrente.’

Claude Monet

 

Francesca Tantillo

 

Haute Couture all’insegna di comodità e tessuti tecnici!

Appassionata di moda ed in particolar modo appassionata di abiti da sogno, sono sempre stata abituata a pensare all’haute couture come un mondo incantato fatto di vestiti scintillanti, lunghi e dai colori pastello.

Soprattutto quest’anno mi son dovuta ricredere; le passerelle milanesi e parigine hanno smentito usi e costumi dell’Alta moda.

Per quanto siano forti nell’immaginario collettivo dimentichiamoci dei lunghi abiti in rosso Valentino o delle gonne in seta di  Ralph Lauren.

vestiti haute couture

Esempio recentissimo si ha nella sfilata di Yves Saint Laurent sulle passerelle della Paris Fashion week.

Infatti seconda prova per Anthony Vaccarello da Saint Laurent.

Lo stilista punta su una donna sempre più sexy, audace e grintosa; Il primo giorno della Paris Fashion Week YSL sfila, contro ogni clichè, all’aperto nei nuovi quartieri generali della Maison in Rue de Université.

Una collezione che rivisita la filosofia del fondatore con mini abiti in velluto e chiffon.

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Ma allo stesso tempo trasmette una modernità, ricca di rievocazioni passate, preziosissima e disarmante. Troviamo nella collezione come abiti di punta, lunghi vestiti da sogno interrotti da spacchi profondi, mini dress in cristalli e tute tuxedo.

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Non solo Saint Laurent decide di stravolgere la moda, sempre di più fatta di abiti cortissimi e preziosissimi ma anche tute il cui scopo non è assolutamente quello di accompagnarci nelle lezioni di fitness.

Una collezione che mi ha molto colpita e che ha reso la tuta ma in generale tutti gli abiti tecnici, capi da passerella, è stata quella di Fenty Puma by Rihanna.

Ritroviamo protagonista ancora una volta, il mondo dei college americani, in questa collezione autunno-inverno 17-18 di Fenty disegnata da Rihanna.

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La scelta audace anche questa volta parte già dall’ambientazione della sfilata.

Infatti proprio la pop star decide di ambientare lo show a tarda sera, il settimo giorno della Paris Fashion Week, nella Biblioteca Nazionale di Francia.

Tra gli invitati ospiti illustri tra cui Cara Delevigne e Salma Hayek.

Fa da sottofondo il ritmo della musica hip hop, su vecchi tavoli di legno della biblioteca sfilano maxi tute, felpe XXL, T-shirt che fanno da mini dress ma anche abitini tartan e cargo pants.

FENTY PUMA by Rihanna AW16 Collection - Runway - Fall 2016 New York Fashion Weeksfilata fenty3

Tutto ciò comunica moda in un mix tra sportswear, streetwear e soprattutto un richiamo ai ghetti dei quartieri Newyorkesi.

Per ora ho parlato di esempi illustri ma le vetrine dei negozi, sicuramente più accessibili, sono piene di capi sportivi all’apparenza e che mixati magari con pump o cappotti color cammello diventano elegantissimi.

Primo tra tutti Zara che per questo autunno-inverno punta sempre di più su leggings strettissimi con scritte o addirittura con staffe che mixa con tacchi altissimi o camice eleganti arricchite con dettagli preziosissimi.

leggings zara

All’inizio ero quasi infastidita da questo stravolgimento del mondo dell’Alta moda, vedendo poi le diverse sfilate e la voglia di sperimentazione dei grandi stilisti ho capito che mixare comodità ed eleganza non è impossibile.

Come dico sempre l’importante è mantenere la femminilità e soprattutto sentirsi Donna in ogni situazione quindi benvenute tutte ma … rigorosamente con tacchi altissimi ( sempre che non si corra sul tapis roulant, potrebbe essere pericoloso! )

Roberta Antonelli.

Vestiaire collective e le sue proposte PRE-LOVED

In questi giorni di sfilate stiamo vedendo le tendenze che andranno la prossima S/S 2018 ma anche tanto street wear  dove spesso a dare il tocco in più al look sono gli accessori e in particolare le borse.  Insieme alle scarpe, le borse   sono il punto debole di ogni donna; probabilmente  ci conoscono meglio di tante altre persone  perché loro custodiscono parte del nostro universo. Qualcuno disse che puoi capire la personalità di una donna dal contenuto della sua borsa e in effetti è proprio così! Però ammettiamolo Tutte abbiamo, o vorremmo avere,  nell’armadio almeno una ‘it- bag’ da sfoggiare…perché diciamoci la verità, una bella borsa mette sempre di buon umore. Spesso però capita che quando ci si ritrova con le amiche a parlare di nuove tendenze e dell’ultima borsa instagrammata da Olivia Palermo o  Gigi Hadid caschiamo dal pero. Ma come si possono ricordare le Borse ( con la B maiuscola)  che ormai  sono diventate delle vere e proprie icone? Don’t worry!  Per le più smemorate ci pensa il sito E-commerce di lusso Vestiaire Collective che ha creato la guida Global Bag Exchange Index che raccoglie i TOP 25, ossia i modelli più amati dalle clienti che comprano e vendono sul sito. Facendo una bella ricerca si possono scoprire tanti nomi e curiosità oltre a farsi un’idea sulle quotazioni del mercato ‘vintage luxury’. C’è la Speedy di Louis Vuitton, la Trapeze di Céline, la Lady di Dior, la Baguette di Fendi, la Drew di Chloé, la Timeless di Chanel, la Dionysus di Gucci, la Birkin, la Constance, la Kelly di Hermès giusto per citarne alcune. Ovviamente con gli oltre 6 milioni di clienti in 48 Paesi e gli attentissimi controlli, Vestiaire Collective è fidatissimo e a renderlo davvero speciale è il concetto di ‘PRE-LOVED’: infatti guai a parlare di ‘oggetti di seconda mano’ perché ogni articolo di moda lusso è un’amore folle che, come nel più classico dei casi, finisce ma è subito pronto a far innamorare qualcun’altro che lo accoglierà calorosamente nel suo guardaroba.

Buona ricerca e… shopping! 

Francesca Tantillo

Cosmesi low cost: perchè no?!

Abbiamo parlato tante volte di beauty routine e vi ho presentato tanti prodotti più o meno cari.

Ma vi è mai capitato di trovarvi di sera, magari di ritorno da un viaggio e vi accorgete che vi mancano elementi essenziali per noi donne come il latte detergente?

A quel punto non si può andare né in farmacia né tantomeno in profumeria, allora cosa si fa? Magari si può andare nel più vicino supermercato e rimediare.

Per questo motivo ho deciso di stilare una classifica dei 4 prodotti per così dire low cost con cui io mi sono trovata meglio e che vi devo dire mi hanno soddisfatta più di altrettanti prodotti di marca, a prezzi decisamente più alti.

Non seguirò un filo logico poiché questi 4 prodotti vanno dalla cura del viso a quella dei capelli, parliamo così in generale.

Partendo dal viso, il primo prodotto che vi faccio conoscere è un latte detergente.

Faccio una premessa: ho provato tante volte l’acqua micellare ma preferisco sempre di più il latte detergente in quanto, essendo più grasso, permette di eliminare in profondità le impurità, poi il solo fatto che si risciacqui mi da una maggiore idea di pulizia profonda.

Dopo la premessa forse uno dei cosmetici a basso costo più buoni che abbia provato è il latte detergente della L’OREAL: latte fiori rari della linea skin expert.

latte loeral

Apparte il profumo sublime di rosa, la cosa che più mi soddisfa è la combinazione di fiori di loto e di rosa appunto che lo rende compatto ma allo stesso tempo dalla textùre leggera che permette di struccare senza ingrassare la pelle eccessivamente.

Il mio viso dopo l’utilizzo di questo latte, sia di mattina che di sera, appare più luminoso e fresco.

Il secondo prodotto che vi presento in realtà non si trova nei supermercati ma dato il prezzo molto basso e l’efficacia assoluta, lo annovero tra i must a basso prezzo.

Si tratta dell’acqua da vaporizzare sul viso dopo il trattamento della CAUDALìE.

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La linea è quella che viene estratta dall’uva, infatti si chiama proprio grape water ed ha molteplici usi: dal calmante post trattamento sul viso ad un azione lenitiva a seguito di scottature ad esempio.

L’effetto davvero miracoloso è quello lenitivo sulla pelle.

Il terzo prodotto è una crema per il viso.

Forse ne avrete sentito parlare in quanto, nonostante il prezzo molto contenuto, risulta essere il segreto di bellezza di tutte le star e modelle.

Si tratta della crema a marchio EMBRYOLISSE, lait-crème concentrè.

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La consistenza leggera e vagamente lattiginosa la rendono un prodotto dalle molteplici funzioni, due su tutte: crema idratante da applicare mattina e sera e maschera per il viso nel momento in cui si decide di lasciarla agire per tutta la notte.

Dopo averla provata me ne sono innamorata ed ora è l’unica crema che uso insieme a poche altre.

Il quarto ed ultimo prodotto è invece quasi una pozione miracolosa per i capelli.

Si tratta della crema modellante della NIVEA.

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Non si tratta di un gel bensì di una crema più simile alla cera, questa permette di disciplinare i capelli dopo la piega e dato più importante oltre alla consistenza molto leggera è il profumo , direi quasi inebriante.

Ho deciso di stilare questa classifica per incoraggiare tutte ma davvero tutte a prenderci cura della nostra pelle e come si può vedere non è necessario spendere cifre folli, basta saper scegliere  prodotti validi anche tra gli scaffali di un supermercato.

Roberta Antonelli.

Christian Dior e i 70 della maison in mostra a Parigi.

In attesa della Paris fashion week, la città più romantica del mondo omaggia  il SUO STILISTA PER ECCELLENZA Christian Dior con la mostra al Museé des Arts Décoratifs:  Christian Dior , Couturier du rêve  che celebra i 70 anni di attività della Maison. Nell’esposizione viene ripercorsa la carriera dello stilista  e di tutti i designers che lo hanno affiancato nel tempo e che hanno proseguito il suo lavoro dopo la scomparsa  avvenuta il 23 ottobre del 1957. Dopo Dior si sono succeduto diversi direttori creativi che hannoo lasciato un segno importante, diventando poi a loro volta dei  designer di fama internazionale quali Yves Saint Lauren, Marc Bohan, Gianfranco Ferrè, John Galliano, Raf Simon e Maria Grazia Chiuri, la prima donna designer della casa francese. Dior è stato uno dei più grandi couturier del XX secolo rivoluzionando la moda a partire dal dopoguerra quando lanciò nel 1947 la sua prima collezione S/S  New Look Collection riportando in auge la femminilità che durante la guerra era stato accantonato da mise più lineari e maschili. Vita sottile, gonne a corolla e spalle morbide sono i tre elementi sui quali Dior ha puntato per i suoi abiti, famosi per ricercatezza, eleganza e sartorialità.  Alla mostra sono esposte più di 300 creazioni d’alta moda  che sono state realizzate nel corso di questi 7 decenni  e, nonostante nel tempo siano cambiate le tendenze e  i direttori creativi, tutti gli abiti sembrano essere legati uno all’altro da un filo conduttore fatto di emozioni, dedizione, cura dei dettagli e dei tessuti.  Inoltre nelle varie sale ci sono foto, tessuti,  centinaia di documenti, accessori fra cui borse, gioielli, scarpe, cappelli e le boccette dei primi profumi della maison: Miss Dior e J’Adore. Data  la grande passione di Christian Dior per l’Art Nouveau e l’antiquariato, i  due curatori Florence Müller e Olivier Gabet hanno pensato di inserire anche una selezione di oggetti e dipinti che hanno ispirato il maestro e arredato la sua casa. Il percorso termina nella navata che, trasformata in una sala da ballo,  raccoglie capi unici, alcuni dei quali mai visti ( le creazioni glittering per esempio) provenienti dalla Dior Heritage Collection.  Ci sono anche  gli abiti indossati da Grace di Monaco, la Principessa Diana e Charlize Theron.

Sarà possibile immergersi in un’atmosfera surreale fatta  di abiti preziosi, cristalli e tanta, tanta eleganza fino al 7 gennaio 2018.

Pronte a fare il biglietto aereo??

PS Intanto godetevi questa preview

Francesca Tantillo

Come pulire i pennelli per il trucco: semplici regole per garantirne una perfetta detersione e igiene.

Le donne riservano sempre molta attenzione per la cura e la detersione della pelle, invece quando si parla di pulizia dei pennelli da trucco  molte cascano dal pero.  Sono poche quelle che con regolarità detergono e disinfettano pennelli e pinzette e tanto meno quelle che utilizzano i prodotti giusti.

Si tratta di uno  step sicuramente noioso e lungo ma necessario!

E’ importante avere cura dei pennelli perché la loro corretta detersione evita un accumulo di batteri e germi  che a lungo andare possono provocare irritazioni e infezioni sulla pelle ( soprattutto se il derma ha tendenze acneiche o comunque la pelle risulta mista/grassa).

Ci sono varie tecniche di pulitura e tra le più rapide ed efficaci ci sono:

  • Latte detergente: Garantisce una buona detersione dei pennelli.  Basta strofinare le setole e in seguito risciacquare con abbondante acqua tiepida
  • Alcool: E’ rapido e facilissimo da applicare: basta bagnare una salvietta e strofinarvi il pennello; non serve risciacquo.
  • Acqua e shampoo: E’ la tecnica migliore per detergere i pennelli con setole naturali. Si prepara un composto di shampoo e acqua e poi si strofinano ben bene le setole  con dei movimenti circolari. In seguito  si risciacquano con abbondante acqua.
  • Brush cleanser: Si tratta di un prodotto professionale per pulire i pennelli che non richiede risciacquo. Può essere applicato direttamente sul pennello  oppure si può inumidire una salvietta e passarla fra le setole.

Una volta che i pennelli sono stati detersi, si passa all’asciugatura che avviene tramite tamponamento con  del cotone per eliminare l’acqua in eccesso.  Vanno asciugati preferibilmente  in orizzontale per evitare lo scolo dell’acqua  verso il punto d’incontro fra manico e setole con un conseguente distacco di queste ultime a lungo andare.  Inoltre è fondamentale tenerli lontano da fonti di calore perché ciò può favorire un deterioramento delle setole.  I tempi di asciugatura sono variabili e dipende dai tipi;  solitamente i modelli Kabuki impiegano una notte intera per asciugare mentre quelli per l’eyeliner qualche ora. Ovviamente bisogna evitare di toccare le setole con le mani o di soffiarci sopra perché ciò può favorire il deposito di germi e batteri.

Con quanta frequenza? Una buona routine di pulizia andrebbe fatta ogni 7/10 giorni.

Con queste semplici beauty tips mantenere puliti e detersi i pennelli non sarà più un problema!

Francesca Tantillo

Rossetti o Tinte labbra? parola d’ordine sparkling

Ormai abbiamo capito che Settembre è il mese dei nuovi acquisti ma soprattutto è il momento di testare nuovi prodotti.

Personalmente ho sempre fatto in questo modo, durante l’estate divoro riviste di moda e beauty per poi arrivare preparata e provare tutte le nuove uscite.

Quello di cui vi parlo oggi non è propriamente un nuovo prodotto ma ormai ce ne sono talmente tanti in commercio che ho pensato ad una specie di guida.

Vi voglio parlare del rossetto.

Secondo me re indiscusso di un make-up perfetto per svariati motivi: primo tra tutti è dato dal fatto che avendo sempre portato le lenti a contatto mi capita spesso di avere gli occhi irritati o stanchi e quindi zero voglia di truccarli e proprio per questo cosa c’è di meglio che indossare un rossetto shine per dare colorito al viso?

Oggi esiste una vastissima gamma di rossetti e lip gloss, inoltre moltissimi stilisti prestano la loro arte per il confezionamento di tinte preziose.

Non solo stilisti, pensiamo alla celebre top Kate Moss che ha firmato diverse collezioni per Rimmel London oppure proprio negli ultimi giorni un’altra top del calibro di Claudia Schiffer ha presentato la sua prima linea di make-up.

Come detto prima, ho pensato di stilare una specie di classifica dei rossetti con cui mi son trovata meglio e che a mio avviso sono più resistenti e brillanti.

Negli ultimi anni hanno preso sempre più piede le tinte che sono a metà tra rossetti mat e lip gloss e devo dire che sono estremamente comode in quanto effettivamente durano molto ore, inizialmente sembrano liquide e spente ma appena si asciugano sarà difficile dimenticarsene.

Detto ciò io spazio tra rossetti mat e brillanti ed ora vi presento quelli che a mio avviso risultano più validi.

Questa volta parto da un prodotto con un ottimo rapporto qualità prezzo: si tratta delle tinte labbra del marchio WJCON; queste tinte dal prezzo decisamente accessibile hanno due meriti.

tinte Wjcon

Il primo è quello di essere davvero resistenti, possono durare anche 12 ore senza seccare eccessivamente le labbra, secondo merito è quello di avere tra la vasta gamma di colori, il celebre numero 6 ovvero il colore nude che è forse uno dei più belli che abbia mai provato insieme alla gamma di rossetti cipriati di Dior.

Il secondo prodotto che vi presento è un rossetto che ho acquistato quest’estate ed è di Estèe Lauder, la serie Pure Color Love, esiste sia la tipologia mat che quella brillante.

rossetti estee lauder

Io mi sono subito innamorata del viola, esattamente il numero 480 (nova noir)

Risulta molto cremoso e resistente allo stesso tempo e poi ha un profumo davvero eccezionale, ne esistono moltissimi colori e come ho detto prima si alternano gradazioni mat a colorazioni shine e brillanti.

Il terzo rossetto che ho portato molto volentieri è la tinta MAC numero a45 (magenta) ed è nel mio cuore per due motivi: il primo è per il fatto di averlo acquistato a Milano nel corner MAC della Rinascente durante la Milano fashion week dell’anno scorso, insieme alla mia amica e collega Francesca Tantillo.

Il secondo motivo è per la resistenza e il colore intenso.

Ottimo rapporto qualità prezzo.

tinte mac

Ultimo prodotto che vi consiglio caldamente è una new entry: si tratta della nuova collezione fall-winter di rossetti di Dolce e Gabbana della serie Dolce.

rossetti dolce

Questi a mio avviso sono tra i rossetti più belli che abbia mai provato sia per il packaging che, ancora una volta, si ispira alla Sicilia sia per la vastissima gamma di colori tutti intensi e brillanti.

Nonostante si vada verso l’inverno io acquistato la tonalità lilla numero 335 (Dolce notte) e credetemi è intensa e preziosa per le labbra.

Questi sono le tinte che più mi hanno convinta ma ce ne sono milioni di altre, faccio solo un cenno alla linea ROUGE COCO di CHANEL e molti altri ancora.

 

Quindi cominciamo a vestire d’autunno anche le nostre labbra che saranno così sensualissime!

Roberta Antonelli.