Le pentole Millennial Pink di Le Creuset che tutte vogliamo

Che il food sia uno dei protagonisti del web ormai è un dato di fatto:  tutti facciamo a gara a scattare la pietanza migliore, quella più colorata, più succulenta e più ‘cool’ ma con le nuove pentole rosa in vendita da Primark l’attenzione si sposta dal piatto… alla padella.  Il cosi detto millennial Pink è stato il trend del 2016 che si è confermato anche quest’anno  come ‘it color’ che assicura una pioggia di like su instagram.  Ma chi è stato quel genio che ha realizzato delle pentole rosa rendendole un oggetto davvero chic?? Non poteva che essere un brand tutto francese ossia Le Creuset che negli States ha lanciato una gamma di prodotti  per la cucina dai toni ‘millennial pink’ .   Gli articoli della linea definita ‘Sugar Pink Matte’ sono 23 fra cui padelle, pentole, teiere, cucchiai, tazze e   piatti   che solo a guardarle trasmettono dolcezza e voglia di cucinare!

Purtroppo al momento l’intera gamma è disponibile solo negli Stati Uniti… non ci resta che sperare e aspettare che questi accessori per la cucina  ad alto tasso di dolcezza e chiccheria siano disponibili anche in Italia.

Francesca Tantillo

Siero per il viso: un prezioso alleato della giovinezza cutanea

Abbiamo parlato tante volte di beauty routine e mai come adesso dobbiamo rivedere un po’ di abitudini, cercando di mantenere il più possibile la freschezza ed il rinnovamento  guadagnati durante l’estate.

In realtà la stagione estiva non apporta molti benefici alla pelle.

Una dei principali danni per quest’ultima dopo le giornate passate al mare, è l’estrema secchezza, risultato dell’azione dei tanto temuti raggi ultravioletti e del mix tra salsedine e caldo estremo.

Mi capita durante l’estate di ritrovare la pelle talmente secca da accentuare le rughette di espressione e soprattutto gli inestetismi quali bollicine varie; per tutti questi motivi mi sono chiesta come potessi risolvere questi inconvenienti mantenendo la mia passione per la tintarella.

La prima regola d’oro è quella di continuare a bere almeno due litri d’acqua al giorno anche quando le temperature cominceranno a scendere e la voglia di bere sarà minima; l’acqua è la componente principale del nostro organismo e come tale è l’unica in grado di ossigenare i nostri tessuti.

La seconda regola d’oro mi ha fatto scoprire un mondo che prima non avevo mai conosciuto: i sieri da applicare sulla zona T.

Poco tempo fa parlando con un medico dermatologo mi disse che più della crema idratante, sempre indispensabile, sono molto importanti i sieri.

Si tratta maggiormente di creme dalla texture leggere e gelatinosa per lo più, da massaggiare sul viso prima dell’applicazione della crema idratante, sia mattina che sera.

Prima istruzione essenziale è che il siero va picchiettato e successivamente massaggiato sulle zone interessate in quanto dev’essere ben assorbito dalla pelle per poter svolgere l’azione necessaria.

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Io ne ho provati diversi, inizialmente devo dire in maniera molto distaccata in quanto pensavo lasciassero la pelle unta ma mi sono dovuta ricredere!

Dopo l’applicazione quotidiana del siero, la pelle risponde molto più efficacemente ai prodotti ed effettivamente risulta più elastica e ringiovanita visto che, ricordiamo, si dovrebbe cominciare ad aiutare la pelle a mantenere l’idratazione necessaria sin dalla giovanissima età.

Tra tutti quelli che ho provato i più validi a mio avviso sono tre.

Faccio una piccola premessa: in genere i sieri sono tutti a base di acido ialuronico in quanto questo ha una forte azione elasticizzante per i tessuti; inoltre l’acido ialuronico ha il merito di donare alla pelle luminosità anche grazie al potere schiarente e curativo per gli inestetismi della pelle.

Il primo che ho provato è stato quello a base di acido ialuronico appunto, della casa farmaceutica FILORGA: sèrum règènèrant suprème.

filorga

Dopo l’iniziale diffidenza dovuta alla consistenza lattiginosa ho tratto un importante beneficio da questo; con il costante utilizzo mattina e sera ho trovato la mia pelle più fresca e soprattutto si sono attenuate quelle bollicine e quei rossori che spesso combatto.

Unica nota dolente il prezzo, siamo sulla fascia medio –alta ma considerando che ne bastano davvero due gocce, si può fare.

Il secondo prodotto che vi presento è una new entry: Minèral 89 della Vichy.

mineral 89

Questo sfrutta il potere di 89 minerali uniti all’azione levigante dell’acqua marina, la consistenza è più gelatinosa rispetto al primo.

Lo sto usando proprio in questi giorni di rientro dal mare; noto la pelle meno secca e più recettiva per le creme che utilizzo normalmente.

Come prezzo è molto più accessibile rispetto al primo nonostante si tratti di un prodotto professionale e medico.

Terzo ed ultimo prodotto è il siero della Bionike della linea defence anti età: hidra5 booster, questo ha una potente azione rimpolpante e risulta un vero e proprio detox per la pelle, anche questo ha una consistenza gelatinosa.

bionike siero

Questo prodotto risulta prezioso sia per il ringiovanimento cellulare sia per la cura degli inestetismi della pelle.

Ottimo rapporto qualità-prezzo.

I prodotti che ho provato personalmente e con cui mi sono trovata meglio sono questi tre, ma ce ne sono moltissimi altri altrettanto validi; regola unica per tutti è che ne vanno applicate poche gocce, circa tre e  queste vanno picchiettate su fronte, mento e guance.

Vedrete risultati immediati lo garantisco!

Roberta Antonelli.

“HAIR CARE TREATMENT”: UNA SPA PER I CAPELLI

Uno degli argomenti principali di questo inizio Settembre è il tanto temuto rientro e i modi con cui affrontare meglio la ripresa delle attività; ho sempre pensato che uno dei modi migliori fosse quello di mantenere vivi i ricordi delle giornate al mare e degli aperitivi in spiaggia primariamente e poi, per la filosofia “anche l’occhio vuole la sua parte”, prendersi cura di sé è forse una delle armi più affilate.

Per “prendersi cura di sé” io intendo per quanto riguarda il corpo, cercar di mantenere il più possibile quel colorito sano e vivace donato dal sole, tenendo sempre ben presente la cura della pelle stressata dalle lunghe giornate passate in spiaggia, ma di questo parleremo più avanti.

Negli anni ho imparato che proprio i capelli sono quelli che pagano il prezzo maggiore al rientro.

Vi è mai capitato di rientrare in città e di vedere la differenza da un giorno all’altro?

Io ogni anno ho questa bruttissima sensazione così questa volta ho deciso di correre ai ripari.

Dopo aver fatto un giro per le diverse erboristerie e farmacie mi sono organizzata: ho creato un vero e proprio “hair care treatment” d’urto.

Vi racconto la mia giornata tipo di cura dei capelli, gli strumenti essenziali sono quattro.

Il primo step consiste nel massaggio del cuoio capelluto con olii essenziali.

Parlando di olii essenziali si apre un mondo ma, dopo diverse ricerche, ho scoperto che il più efficace per il ristoro dei nostri capelli è sicuramente quello di rosmarino, se bio ancor meglio.

rosmarino bio

Apparte il profumo gradevolissimo, quest’olio non risulta nemmeno troppo grasso ovviamente dopo, i capelli necessitano di un accurato lavaggio; l’olio può essere diluito nello shampoo oppure può essere usato come impacco, frizionandolo con i polpastrelli dalle radici alle punte lasciandolo in posa per 30 minuti.

Dopo i 30 minuti di coccola i capelli necessitano di un accurato lavaggio.

Gli shampoo da poter utilizzare sono tantissimi, io ve ne presento due con cui mi sono trovata benissimo e che possono essere alternati: il primo è idratante ed è lo shampoo per i bimbi della Mustela, si trova nelle farmacie o anche nei supermercati più forniti.

mustela

Il secondo un pochino più aggressivo ma efficace è quello della Cosval, linea Migliorin Tricox, contro la caduta dei capelli ed essendo a base di miglio è utilissimo per rinforzare la struttura del capello.

migliorin 1

Terzo passaggio fondamentale è l’applicazione sui capelli puliti ed asciutti di fiale ricostituenti.

Anche qui la rosa di scelte è ricchissima ma sulla linea dello step precedente, consiglierei di usare quelle della Migliorin  sempre linea tricox.

migliorin 2

Hanno un profumo gradevolissimo e non sporcano i capelli, ne consiglio l’applicazione di due fiale a settimana per un mese per poi continuare con una sola a settimana finchè non si finisce la confezione.

Ultimo step riguarda l’applicazione di un siero detox e botox per i capelli, perché anche il cuoio capelluto ha bisogno di un ringiovanimento dopo l’estrema secchezza data da salsedine e raggi ultravioletti.

Proprio al termine dell’estate sono nati tantissimi sieri diversi.

Ve ne propongo due: il primo è quello della Furterer, illuminante e rimpolpante per i capelli.

siero illuminante

 

Il secondo è quello della linea professionale di wella, System professional, illuminante e districante.

wella profesional

La mia beauty spa per i capelli termina con questi 4 step però se ne potrebbero aggiungere altri quali quello essenziale della maschera post lavaggio e ne consiglierei una idratante e districante.

Infine Settembre è il mese ideale per iniziare una cura ricostituente per pelli, unghie e capelli mediante integratori.

Essendo questi ultimi prodotti assimilati dall’organismo, consiglio di fare prima delle analisi che rivelino se ci sono allergie  a componenti specifiche per poi scegliere l’integratore più adatto.

Naturalmente non dimenticate che un alimentazione sana e regolare insieme ad uno stile di vita equilibrato sono gli alleati migliori.

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Una cosa è certa, i capelli ed il vostro animo, perché no, vi ringrazieranno!

Roberta Antonelli.

PAPARAZZI: una mostra li celebra a Torino

PAPARAZZI: E’ la categoria di fotografi più amata e al contempo odiata dalle star; il loro lavoro è fatto di attimi, appostamenti e qualche volta di litigate (anche violente) con i VIP colti di sorpresa.  Oggi la mostra ‘Arrivano i paparazzi! fotografi e divi dalla Dolce Vita ad oggi’ celebra questa categoria di fotografi. La mostra, che si svolgerà dal 13 settembre al 7 gennaio presso la Camera a Torino, è  stata curata da Walter Guadagnini e Francesco Zanot che hanno scelto ben 150 immagini  da esporre raffiguranti gli ‘scatti rubati’ in tutto il mondo alle star dal periodo della Dolce Vita ad oggi. Le prime paparazzate risalgono agli anni 50′ e non a caso la mostra si apre con le foto  del mitico Tazio Secchiaroli che con il suo obiettivo ha realizzato tantissimi scoop durante il XX e ci prosegue con Ezio Vitali, Ron Galella, Marcello Geppetti, Lino Nanni,  Elio Scorci fino ai più recenti Aremin LinkeAlison Kackson e Elen Von Unwerth; tutti grandi nomi di un mestiere tanto duro quanto soddisfacente che con un gossip può cambiare per sempre la vita di un personaggio pubblico. “Sono fotografie che hanno segnato per sempre la percezione popolare dei personaggi pubblici, attori, cantanti, politici – commentano i curatori – Donne soprattutto. ‘Rubate’ dei momenti privati, quando, smessa la maschera del ruolo, ridiventano persone (quasi) qualsiasi.”

Fra le immagini più belle ci sono quelle della cosiddetta Hollywood sul Tevere: quando per le strade di Roma e Via Veneto passeggiavano attori come Liz Taylor, Brigitte Bardot, Kackie Kennedy e Onassis.

Francesca Tantillo

La Profumeria Artistica, un’emozione sensoriale ed olfattiva.

“Una donna senza profumo è una donna senza avvenire” questo affermava in maniera molto forte e risoluta Coco Chanel.

Spesso nei nostri articoli abbiamo parlato di profumi o di acque aromatizzate per il corpo, riportando esempi di fragranze famose spesso anche solo per le case che le producevano.

Oggi mi piacerebbe parlarvi di ciò che sta dietro alla creazione di una vera e propria essenza più che di un profumo e di quella consuetudine che si sta diffondendo negli ultimi anni che riguarda gli acquisti di fragranze create al momento sulla base dei gusti del cliente.

Ad oggi l’acquisto di profumi artigianali sta aumentando e soprattutto si stanno diffondendo sempre di più botteghe che creano sul momento i prodotti; prima queste si trovavano solo nei dintorni di Firenze o ancor di più a Parigi o Londra, maestre nella produzione di essenze.

botteghe profumeria artistica

Parliamo di quella che viene chiamata “Profumeria artistica” proprio perchè veri e propri artisti profumieri internazionali propongono essenze che sono frutto dell’esperienza e di gusti eclettici .

Questi creano fragranze uniche realizzate con essenze di prima qualità, spesso racchiuse in lussuosi flaconi dove le note evocative risvegliano ricordi del passato.

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La cosa che mi ha sempre affascinata di questo mondo è che si da la possibilità, attraverso la creazione di un profumo, di trovare quella sfumatura che cerchiamo da tanto, quell’essenza rilassante e stimolante.

Un po’ come un sarto che realizza un abito su misura.

Qualche mese fa mentre camminavo nelle vie del Centro a Roma mi sono imbattuta in molte di queste botteghe di Profumeria artistica ed entrando ho riscontrato che tutte propongono un’ampia selezione di essenze all’avanguardia che fanno parte di una vera e propria filosofia di cosmesi professionale.

Il procedimento è sempre lo stesso, attraverso un iniziale appuntamento si incontra un esperto maestro profumiere che segue il cliente nei tre passaggi che portano alla creazione e confezionamento del profumo.

Il primo step consiste in un’indagine conoscitiva nella quale si fa un’intervista che serve per far luce sui gusti e desideri del cliente.

Il secondo step consiste nella cosidetta “prova degli odori” che altro non è che la presentazione delle essenze custodite in ampolle di vetro.

Terzo ed ultimo step consiste nella scelta della fragranza e confezionamento del profumo che spesso si presenta con un packaging prezioso ed unico.

Unica nota negativa  è che trattandosi di essenze uniche perché personalizzate e  create al momento la spesa non è irrilevante però, a mio avviso, l’emozione che si prova nel momento in cui viene consegnata la propria ampolla che è stata creata appositamente sulla base di ricordi e sensazioni, non ha prezzo.

Dopo aver spiegato tutti i passaggi c’è anche da dire che esistono fragranze particolari ed uniche che, anche se commerciali e non create al momento, sono sempre capolavori di profumeria e di cosmesi.

Primi tra tutti i profumi di Andy Tauer creatore di fragranze svizzero, un vero artigiano del profumo, libero da ogni condizionamento se non quello dettato dalla sua vena artistica.

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Crea profumi in libertà, ci mette molto tempo ed usa le migliori essenze per rendere entusiasmante ogni goccia.

Unici sono anche i profumi di Carner Barcelona creati da Sara Carner o quelli di Chabaud, casa di profumieri francesi.

chabaud

Insomma a me sembra di sentire gli odori di lavanda o ginepro, non a caso ho deciso di investire su di un profumo che presentasse queste note olfattive.

Credo che sia giusto concludere questo viaggio sensoriale con una citazione fatta dal Mahatma Gandhi: “Una rosa non ha bisogno di predicare. Si limita a diffondere il proprio profumo”.

Roberta Antonelli.

Tu lo conosci il CO-WASH?

Ormai l’estate la stiamo definitivamente salutando e oltre a lasciarci bei ricordi, falò sulla spiaggia, una bella tintarella  a ricordarci del mare e del sole ci pensano i nostri capelli: doppie punte e chioma secca e opaca in primis.

Ma come porvi rimedio?? Oltre ad utilizzare prodotti specifici ( sopratutto per i casi più estremi), l’ultima frontiera nella beauty routine dei capelli è il CO-WASH: lavare i capelli SOLO  con il balsamo. Ha fatto impazzire le it-girl di tutto il mondo per i suoi effetti davvero strabilianti. Ma perchè CO-WASH?  Nasce dalla fusione di ‘conditioner”, ovvero il balsamo, e washing, lavare per l’appunto e si usa al posto del classico shampoo.

Come si applica?

Si prende una buona quantità di balsamo sul palmo della mano al quale si aggiunge un cucchiaino di zucche di canna e volendo anche miele o olio di Karitè. Si  massaggia facilmente su tutta la testa insistendo sulle punte ( che sono quelle più danneggiate). Lo zucchero di canna è importante perchè  con la sua  spessa granulometria (ecco perchè è da preferire  a quello raffinato!) svolge una  funzione sgrassante e di scrub su tutta la cute senza irritare eccessivamente.  Sono tante le donne che hanno provato il CO-WASH e la maggior parte sono rimaste soddisfatte del risultato: in primis perchè rispetta la salute del capello avendo meno agenti aggressivi del classico shampoo ( ha pochi tensioattivi e siliconi che sono i ‘responsabili’ della formazione di schiuma) e poi rilascia la chioma subito più morbida e leggera. La nota negativa è che ovviamente non ha lo stesso potere detergente dello shampoo ed è per questa ragione che  è consigliabile alternare al classico lavaggio  un CO-WASH alla settimana. In generale non esiste una regola precisa sulla frequenza delle applicazioni ma dipende molto dal tipo di capello e da come risponde: se al tatto risulta grasso e opaco alla vista allora è consigliabile cambiare balsamo o diminuire la dose applicata.

Visto l’enorme successo di questa beauty tip che vede devote molte star, varie aziende hanno iniziato a realizzare dei prodotti co-washing : ormai sul mercato ce ne sono tantissimi e sono da preferire quelli con pochi tensioattivi ( si leggono sul retro del flacone) perchè hanno un’azione più delicata. Di conseguenza si sono sviluppate diverse ‘scuole’ di pensiero su come applicarle il balsamo e questi prodotti di nuova generazione: c’è chi preferisce spalmarlo quando i capelli sono ancora asciutti in modo da facilitarne l’assorbimento e dopo averlo risciacquato si lava con uno shampoo delicato. Poi c’è chi opta per le ‘creme lavanti’: svolge una’azione super-nutriente che viene letteralmente massaggiata sulle ciocche  con aggiunta di acqua. Dopo pochi minuti si risciacqua senza bisogno di usare altro.

Fra i balsami più adatti al CO-WASH rientrano lo Splend’Or al Cocco ( che uso anche io ed è fantastico!) il quale ha pochi siliconi e tensioattivi ed è perfetto il rapporto qualità prezzo oppure  Ultra Dolce di Garnier al Cacao e olio di Cocco che è adatto per capelli molto lisci.

 

Voi avete mai provato questa nuova tendenza in fatto di hair-care?  Vi ha convinto?

Francesca Tantillo

 

Stivaletti “alla Beatles”: una passione, uno stile inconfondibile

Anche se non avrei mai voluto pronunciare queste parole…l’estate sta finendo e forse uno dei tanti modi per poter superare il temuto “August Blues” è quello di pensare positivo all’autunno dietro le porte.

Quale modo migliore per iniziare pensando ai nuovi acquisti? Tutto nasce in un caldo pomeriggio di qualche giorno fa; stavo aspettando per poter uscire di casa e mentre guardavo i vari siti internet nell’attesa di qualche idea ho pensato ad un acquisto che vorrei fare da anni… avete mai visto foto dei Beatles? Bene la prima cosa che si nota è quel loro stile molto english dove primi fra tutti spiccano i tipici stivaletti che per primo  indossò John Lennon.

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Trovarli è davvero difficile perché si tratta di creazioni artigianali che vengono realizzate su misura solo a Londra.

In questo è stato utilissimo mio padre che, appassionato e fan dei Beatles, mi ha indicato un sito dove poter trovare gli stivaletti ad un prezzo nemmeno troppo esoso e con una manifattura artigianale e classica: Beatwear sixties limited (www.sixtiesbeatwear.co.uk )sito2

Nell’aprire il sito ho pensato: un acquisto importante richiede uno studio particolare, così ho cercato di capire da dove nascesse l’idea che un uomo potesse indossare delle scarpe che avessero una forma così affusolata ma che soprattutto avessero il tacco seppur molto basso.

Ho scoperto che è stato proprio merito dei quattro ragazzi di Liverpool pensare ad un abbigliamento diverso, colorito ed appropriato per quella che poi è diventata la Beat Generation.

I classici stivaletti nascono da un’idea di John che insieme a George ( George Harrison ) , appassionati di balli cubani, pensarono che le tipiche scarpe da ballo potessero essere rimodellate con l’aggiunta di un piccolo tacco che le rendesse più comode e mettibili.john

Da  questa passione nascono i mitici stivaletti, oggi riproposti da molti stilisti.

Scorrendo le pagine del sito che vi ho indicato oltre al tipico abbigliamento stile Beatles, fatto di giacche con il classico collo alla coreana e jeans svasati, si trovano diversi tipi di stivaletti proposti in colori particolari come il bianco che pare sarà il colore di punta.foto sito beatles

Dopo aver fatto un po’ di storia, non resta che aprire il computer e curiosare e perché no ordinare gli stivaletti… io aspetto che arrivino!

Unica nota negativa?aspettare qualche giorno ancora per poterli indossare per il resto godiamoci gli ultimi scampoli di estate!

Roberta Antonelli.

FORTE IN FASHION: la fashion week dell’Argentario

Fervono i preparativi per la seconda edizione di Forte in Fashion, manifestazione dedicata ai giovani talenti del fashion design e della fotografia di moda in programma dal 21 al 27 agosto a Porto Ercole.

La kermesse è organizzata da StyleBook, il social network della moda (www.stylebook.it), con il contributo della Pro Loco di Porto Ercole e il patrocinio del Comune di Monte Argentario.

Si parte lunedì 21 agosto con il vernissage della mostra fotografica del Fashion Department dell’ISFCI: fotografie di moda realizzate da autori che hanno compiuto il loro percorso di studi all’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma, scuola che rappresenta da più di 30 anni un importante punto di riferimento didattico nella formazione di fotografi qualificati, creativi ed inseriti nel mondo del lavoro. Sono venti gli autori che esporranno: Marco Ardemagni, Mattia Astolfi, Federica Barboni, Francesco Belcecchi, Giulio Cafasso, Luca Cascianelli, Claudio Cerasoli, Giovanni Cosmo, Tommaso De Dona, Nicole Furlan, Simone Golfieri, Alice Marzi, Francesca Masariè, Federico Oddone, Melissa Pallini, Edoardo Russi, Federico Sguera, Federico Taddonio, Serena Vittorini e Martina Zanin. La mostra resterà aperta al pubblico fino a domenica 27 agosto, dalle 17:00 alle 21:00.

Grande attesa per l’evento clou, la sfilata di moda in programma sabato 26 agosto. Cinque gli stilisti scelti dalla direttrice di StyleBook, Federica Bernardini: in passerella sfileranno le creazioni di Vanessa Foglia (Abitart), Hilda Falati, Pinda Kida (Nibi), Barbara Iacobucci e Raffaella La Rocca.

Gli ospiti della sfilata saranno accolti con un drink di benvenuto offerto da Banfi, sponsor della manifestazione. Banfi a Montalcino è da quasi quaranta anni un punto di riferimento per chiunque al mondo si occupi di produzione vitivinicola. Definita a suo tempo come “il più grande progetto che sia mai stato realizzato nella produzione dei vini di qualità”, nasce nel 1978 grazie alla volontà dei fratelli italoamericani John e Harry Mariani, già titolari di Banfi Vintners, una delle più importanti società di importazione di vini statunitense.

La manifestazione Forte in Fashion si svolgerà anche quest’anno nell’incantevole cornice di Forte Stella, fortificazione spagnola del Cinquecento che domina il mare da un’altura nei pressi di Porto Ercole. Nelle sale al piano terra sarà allestita la mostra fotografica mentre la terrazza del forte, con una spettacolare veduta panoramica sulla costa dell’Argentario, ospiterà la sfilata.

Forte in Fashion
21-27 agosto
Forte Stella – Porto Ercole, Monte Argentario (GR)
Per informazioni: www.stylebook.it – info@stylebook.it

La Signorina F

Quinoa: tra bontà e benefici

La quinoa è un alimento che sempre più spesso  costituisce i nostri pasti: è una pianta erbacea  di origine asiatica, che fino a qualche anno fa era sconosciuta in Italia e nel resto d’Europa. Sarà per le sue proprietà  nutritive, sarà perché   è buona, fatto sta che  la quinoa ha conquistato le nostre tavole ed annessi palati.  Erroneamente è considerata un cereale ma in realtà può definirsi uno pseudo-cereale perché pur avendo caratteristiche analoghe a orzo e frumento non appartiene alla famiglia delle graminacee. La quinoa è presente in diverse varietà anche se quelle più diffuse in commercio  sono quella bianca, nera e rossa che si differenziano solo per il colore dei chicchi. Questo alimento  viene prediletto sia da chi conduce uno stile di vita VEG sia da sportivi e atleti: questo perché la quinoa ha un quantitativo di proteine alto, mediamente stimato intorno ai 14/100 grammi di prodotto. La quota proteica comprende tutti gli 8 amminoacidi essenziali in un buon equilibrio e fra i più numerosi ci sono lisina e metionina che, al contrario, scarseggiano in cereali e legumi. Mentre per quanto riguarda i carboidrati ( parola che fa rabbrividire la maggior parte delle donne), il contenuto medio è di 64/100 grammi di prodotto ma una buona  percentuale di questi carboidrati è rappresentata dalla fibra, che si sa, apporta molti benefici all’organismo ad esempio aumenta il livello di sazietà,  regolarizza l’intestino e modula i livelli di zucchero e colesterolo nel sangue. Invece la percentuale di lipidi è solo di 6/100 grammi di prodotto e in più si tratta di grassi monoinstaturi, quindi facilmente digeribili. Di conseguenza è facile  intuire che la quinoa è un alimento completo e ricco di micronutrienti:  fosforo, calcio, potassio, magnesio e zinco sono alcuni dei minerali mentre tra le vitamine prevalgono quelle del gruppo B e C. E dal punto di vista energetico?  La quinoa è in grado di fornire mediamente 350/375Kcal su 100 grammi.  Quando si cucina il primo step  fondamentale è quello di metterla in  ammollo con acqua e limone ( o aceto di mele) per eliminare le saponine ( sostanze che conferiscono il tipico sapore amarognolo) dopodiché  può essere cotta in sola acqua  bollente  per 10-15 minuti  e procedere con le numerose ricette  fra cui: bulgur, polpette, insalate e zuppe. Inoltre con la farina di quinoa  si possono preparare tanti dolci e piatti per celiaci visto che è priva di glutine. Insomma è l’ideale per chi ama condurre uno stile di vita sano e pratica attività sportiva.

Francesca Tantillo

Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925

Anche se siamo in piena estate già si pensa, in parte, alle cose da fare tornati dalle vacanze e un appuntamento sicuramente da non perdere  è la mostra: Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925 che inaugura il prossimo 21 settembre presso Le Scuderie del Quirinale. Più di 100 opere che il Maestro ha realizzato in seguito al suo viaggio in Italia dal quale ha catturato sensazioni, idee e le ha riportare sulle numerose tele che ha elaborato e nelle quali si denotano le ispirazioni alle prime correnti futuristiche, al folclore ma anche  alla scultura antica,  al neoclassicismo e persino agli affreschi di Pompei.   L’esposizione, curata da Olivier Berggruen,  vuole rievocare il Gran Tour che Picasso ha fatto nel bel Paese un secolo fa ( iniziato a Roma il 17 febbraio 1917) insieme alla Compagnia di balletto russa di Sergej Djaghilev dove ha conosciuto Olga Kochlova che sarebbe, poi, diventata la sua prima moglie. Tutti i capolavori  scelti provengono dai più grandi musei del mondo che gentilmente li  hanno concessi  fra i quali il Metropolitan di New York e il Picasso di Parigi e fra i quadri che sarà possibile ammirare ci sono Ritratto di Olga in poltrona (1917), Due donne che corrono sulla spiaggia (1922),  Il flauto di Pan (1923), Paulo vestito da Arlecchino (1924). Ma l’opera che crea più aspettative è sicuramente il sipario realizzato per il Balletto Parade (e per la Compagnia di Djaghilev): si tratta di una grande tela ( misura più di 10 m per 16 m) che  si trova presso il Centre Pompidou, ma visto le dimensioni non sarà esposta alle Scuderie del Quirinale, ma bensì a Palazzo Barberini nella grande sala affrescata  da Pietro da Cortona nel 1632, Trionfo della Divina Provvidenza; ‘Una grande occasione per mettere a confronto la modernità di Picasso con il grande Seicento italiano’ ha dichiarato il curatore Berggruen. La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Centre Pompidou  di Parigi, il Museum Berggruen di Berlino, la Fundaciò  Museu Picasso di Barcellona, il Metropolitan Museum di New York  e le Galleria  Nazionale d’Arti Antiche di Roma.  Pablo Picasso è stato uno degli artisti più influenti del XX secolo che ha rivoluzionato lo scenario artistico ideando e creando la corrente del cubismo e questa mostra vuole  ricordare un periodo della sua vita che ha segnato  sia il suo privato ( l’incontro con Olga sarà folgorante) sia la sua carriera artistica avvicinandolo al futurismo e  alla cultura popolare.

‘Ci sono pittori che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l’aiuto della loro arte e della loro intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole’

Pablo Picasso

 

Francesca Tantillo