Chanel alla PFW: tra PVC, trasparenze e stile

Ieri si è chiusa la Paris Fashion Week con la sfilata mozzafiato di Chanel: ad attirare l’attenzione  è stata infatti in principio la location del Grand Palais. In un attimo gli ospiti si sono ritrovati in una foresta tropicale arricchita di vegetazione, cascate e rocce che cingevano una lunga passerella sospesa su un fiumiciattolo. In perfetta sintonia con la location, Karl Lagerfeld punta su una collezione  da vera ‘esploratrice avant guarde’  dove PVC, trasparenze, vinile e tweed reloaded la fanno da padroni. La sfilata, come di consuetudine, si è aperta con i capi iconici della Maison: c’erano tubini e tailleur dal tocco classico ma rivisitato per la S/S 2018. A caratterizzare la collezione, però,   sono state le mantelline e le borse trasparenti e impermeabili, gli stivaletti, gli ombrelli; inoltre c’è la grande riconferma del denim  che per l’occasione è stato rivisitato in versione cangiante e arricchito di dettagli in plastica, mentre i classici pantaloni in tweed sono riproposti in  vernice sfrangiati.  Nonostante i ricami, le applicazioni in cristallo, lo sfrenato utilizzo di PVC e trasparenze, la collezione mantiene la solida identità stilistica che ha sempre contraddistinto Chanel.

 

A dare quel tocco in più sono stati gli stivali cuissarde in PVC con le punte a contrasto ( tipico di Chanel) che hanno fatto letteralmente perdere la testa a tutte e i cappelli in PVC,  come quello indossato da Kaia Gerber, ovvero la nuova promessa delle passerelle internazionali che ha aperto la sfilata di Chanel…. beh il DNA è lo stesso di mamma… Cindy Crawford!

Francesca Tantillo

 

Waterproof💦💙💦 @chanelofficial

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Christian Dior e i 70 della maison in mostra a Parigi.

In attesa della Paris fashion week, la città più romantica del mondo omaggia  il SUO STILISTA PER ECCELLENZA Christian Dior con la mostra al Museé des Arts Décoratifs:  Christian Dior , Couturier du rêve  che celebra i 70 anni di attività della Maison. Nell’esposizione viene ripercorsa la carriera dello stilista  e di tutti i designers che lo hanno affiancato nel tempo e che hanno proseguito il suo lavoro dopo la scomparsa  avvenuta il 23 ottobre del 1957. Dopo Dior si sono succeduto diversi direttori creativi che hannoo lasciato un segno importante, diventando poi a loro volta dei  designer di fama internazionale quali Yves Saint Lauren, Marc Bohan, Gianfranco Ferrè, John Galliano, Raf Simon e Maria Grazia Chiuri, la prima donna designer della casa francese. Dior è stato uno dei più grandi couturier del XX secolo rivoluzionando la moda a partire dal dopoguerra quando lanciò nel 1947 la sua prima collezione S/S  New Look Collection riportando in auge la femminilità che durante la guerra era stato accantonato da mise più lineari e maschili. Vita sottile, gonne a corolla e spalle morbide sono i tre elementi sui quali Dior ha puntato per i suoi abiti, famosi per ricercatezza, eleganza e sartorialità.  Alla mostra sono esposte più di 300 creazioni d’alta moda  che sono state realizzate nel corso di questi 7 decenni  e, nonostante nel tempo siano cambiate le tendenze e  i direttori creativi, tutti gli abiti sembrano essere legati uno all’altro da un filo conduttore fatto di emozioni, dedizione, cura dei dettagli e dei tessuti.  Inoltre nelle varie sale ci sono foto, tessuti,  centinaia di documenti, accessori fra cui borse, gioielli, scarpe, cappelli e le boccette dei primi profumi della maison: Miss Dior e J’Adore. Data  la grande passione di Christian Dior per l’Art Nouveau e l’antiquariato, i  due curatori Florence Müller e Olivier Gabet hanno pensato di inserire anche una selezione di oggetti e dipinti che hanno ispirato il maestro e arredato la sua casa. Il percorso termina nella navata che, trasformata in una sala da ballo,  raccoglie capi unici, alcuni dei quali mai visti ( le creazioni glittering per esempio) provenienti dalla Dior Heritage Collection.  Ci sono anche  gli abiti indossati da Grace di Monaco, la Principessa Diana e Charlize Theron.

Sarà possibile immergersi in un’atmosfera surreale fatta  di abiti preziosi, cristalli e tanta, tanta eleganza fino al 7 gennaio 2018.

Pronte a fare il biglietto aereo??

PS Intanto godetevi questa preview

Francesca Tantillo

Come pulire i pennelli per il trucco: semplici regole per garantirne una perfetta detersione e igiene.

Le donne riservano sempre molta attenzione per la cura e la detersione della pelle, invece quando si parla di pulizia dei pennelli da trucco  molte cascano dal pero.  Sono poche quelle che con regolarità detergono e disinfettano pennelli e pinzette e tanto meno quelle che utilizzano i prodotti giusti.

Si tratta di uno  step sicuramente noioso e lungo ma necessario!

E’ importante avere cura dei pennelli perché la loro corretta detersione evita un accumulo di batteri e germi  che a lungo andare possono provocare irritazioni e infezioni sulla pelle ( soprattutto se il derma ha tendenze acneiche o comunque la pelle risulta mista/grassa).

Ci sono varie tecniche di pulitura e tra le più rapide ed efficaci ci sono:

  • Latte detergente: Garantisce una buona detersione dei pennelli.  Basta strofinare le setole e in seguito risciacquare con abbondante acqua tiepida
  • Alcool: E’ rapido e facilissimo da applicare: basta bagnare una salvietta e strofinarvi il pennello; non serve risciacquo.
  • Acqua e shampoo: E’ la tecnica migliore per detergere i pennelli con setole naturali. Si prepara un composto di shampoo e acqua e poi si strofinano ben bene le setole  con dei movimenti circolari. In seguito  si risciacquano con abbondante acqua.
  • Brush cleanser: Si tratta di un prodotto professionale per pulire i pennelli che non richiede risciacquo. Può essere applicato direttamente sul pennello  oppure si può inumidire una salvietta e passarla fra le setole.

Una volta che i pennelli sono stati detersi, si passa all’asciugatura che avviene tramite tamponamento con  del cotone per eliminare l’acqua in eccesso.  Vanno asciugati preferibilmente  in orizzontale per evitare lo scolo dell’acqua  verso il punto d’incontro fra manico e setole con un conseguente distacco di queste ultime a lungo andare.  Inoltre è fondamentale tenerli lontano da fonti di calore perché ciò può favorire un deterioramento delle setole.  I tempi di asciugatura sono variabili e dipende dai tipi;  solitamente i modelli Kabuki impiegano una notte intera per asciugare mentre quelli per l’eyeliner qualche ora. Ovviamente bisogna evitare di toccare le setole con le mani o di soffiarci sopra perché ciò può favorire il deposito di germi e batteri.

Con quanta frequenza? Una buona routine di pulizia andrebbe fatta ogni 7/10 giorni.

Con queste semplici beauty tips mantenere puliti e detersi i pennelli non sarà più un problema!

Francesca Tantillo

MARIA CALLAS IN SCENA-GLI ANNI ALLA SCALA

 

Unica, sublime ed eterna,  3 dei numerosi aggettivi con cui si potrebbe descrivere il soprano Maria Callas che con la sua voce ineguagliabile ha calcato il palco dei teatri più prestigiosi al mondo e fra tutti La Scala di Milano. Quest’ultimo le rende omaggio con la mostra: Maria Callas In Scena- Gli Anni della Scala che celebra la cantante nel 40 esimo anniversario della sua scomparsa (13 settembre 1977). Fra la Callas e La Scala c’è sempre stato un rapporto d‘amore reciproco e per questo il teatro le rende omaggio nello spazio museale del Piermarini dove è stata ricostruita la sua carriera a La Scala  dal 1950 al 1961; Margherita Palli è la scenografa che  ha curato  l’allestimento ed ha scelto 14 costumi indossati dalla Callas durante le sue interpretazioni.

Ad accompagnare l’esposizione c’è il racconto della  sua carriera artistica  e le numerose rassegne stampa. Fra gli abiti più belli c’è la veste regale bordata di volpe  per Anna Bolena, realizzata da Nicola Benois; l’abito dipinto a mano per Medea da Salvatore Fiume e il più sontuoso di tutti: l’abito di Fedora in lapin bianco con strascico di code di ermellino.

Durante la sua permanenza a Milano ha incontrato grandi nomi del mondo del teatro e dello spettacolo a livello mondiale  come Luchino Visconti (fondamentale per la sua carriera), Tullio Serafin   o Franco Zeffirelli che sono stati fondamentali nella sua trasformazione e crescita artistica conducendola verso una nuova dimensione del canto, ovvero quell’interpretazione melodrammatica che l’ha consacrata nell’olimpo della lirica per sempre.

Francesca Tantillo

Il vademecum sull’outifit perfetto ad un colloquio di lavoro

 

Il colloquio di lavoro è un appuntamento molto importante che genera sempre diverse emozioni:   se da un lato l’eccitazione commista ad ansia e felicità è alle stelle, dall’altro ecco il panico perché non si sa mai come andrà.  Inoltre ad aumentare la dose  di nervosismo ci pensa il vuoto che assale alla domanda ‘ che cosa mi metto?’ In questi casi l’abito fa il monaco eccome! Per questo motivo è importante prepararsi i capi da indossare per tempo così da evitare ulteriori stress la sera prima. Quindi per fare una bella impressione ed avere una chance in più di essere scelte è fondamentale ‘azzeccare’ l’outfit giusto e sopratutto sentirsi a proprio agio con i capi scelti; può sembrare strano ma presentarsi ad un incontro contenti della propria mise aiuta a tenere i nervi sotto controllo e a diminuire l’ansia.

Ma quindi … cosa si indossa a un colloquio di lavoro? Sono tanti i capi che ben si prestano per un evento così importante,  primo fra tutti il tailleur, un capo ever green  che trasmette rigore e serietà. Sia gonna che pantalone risolve qualsiasi problema ed é la scelta migliore per chi ha un gusto semplice  e preferisce un classico che si sposa perfettamente con l’occasione. Grigio antracite, blu, nero ed ecru  sono le tonalità da preferire. Con il tubino si va a colpo sicuro perché scegliendo il tessuto giusto, jersey ad esempio, dona a tutte le silhouette. Si può scegliere per un modello sbracciato o mezze maniche da abbinare con una bella giacca della stessa tinta e completare con un foulard in seta o una pashmina dai toni accesi che danno vivacità senza esagerare. Se il colloquio é per una posizione creativa allora c’è più margine di scelta ed è possibile osare di più : ad esempio indossando i jeans abbinandoli con una bella  blusa con le stampe di tendenza o un bel cardigan in cachemire (a seconda della stagione) completando con un bel paio di tronchetti ai piedi. Oppure si può puntare su un abito a trapezio adatto a tutte sia a tinta unita che fantasia abbinato a una bella scarpa o uno stivale dal tacco basso.

Ovviamente non basta solo l’abito per essere perfette!

Ecco delle beauty-bites da ricordare:

-capelli puliti in primis: anche i capelli vogliono la loro parte!

Si può scegliere  un bel raccolto, sia lo chignon che la coda bassa conferiscono un’allure elegante e seria.  Inoltre se la chioma è bella e vaporosa allora è possibile andare anche con i capelli sciolti.

  • occhio al trucco!

È bene ricordare che si va ad un colloquio non a ballare quindi bisogna puntare sulla semplicità: una base perfetta, eye-liner, rimmel e un rossetto matte rosso o nude. Ecco fatto.

  • mani in primo piano        

È inutile dire che le mani devono essere ben curate: unghie ben limate e smalto perfetto sono fondamentali. Anche in questo caso é sempre meglio optare per tinte classiche come il rosso, bordeaux o nude mentre sono da evitare qualsiasi tipo di nail art e i colori fluo. Nulla va lasciato al caso, nemmeno gli accessori perché ogni minimo dettaglio fa la differenza e  può giocare a favore ( o meno ) del colloquio.

Le scarpe sono un dettaglio chiave e vanno scelte con cura e sopratutto di qualità. Da preferire quelle con un tacco 8/10 cm,  non di più. Anche la borsa è un elemento importante e deve essere delle giuste dimensioni: una via di mezzo, né troppo grande né troppo piccola ed è consigliato abbinarla alle calzature. Mentre per i gioielli va aperta una parentesi a parte in quanto vale il detto LESS IS BETTER, infatti  è meglio  indossare pochi accessori ma di grande eleganza e raffinatezza come gli intramontabili punti luce, sia come orecchini che collane; mentre per quanto riguarda le perle, sinonimo di bon ton per eccellenza, possono essere indossate ma attenzione l’effetto signora è dietro l’angolo. Il  quid in più? Un bell’orologio che rappresenta un buon biglietto da visita e sottolinea una personalità rigorosa e puntuale ( si spera!).

       Quali  sono gli errori che vanno assolutamente evitati ??

  • Mai presentarsi con jeans strappati
  • Mai scegliere capi dai colori eccessivamente accesi
  • Mai arrivare su  un tacco superiore ai 10 cm
  • Mai indossare una scarpa nuova: eventuali dolori ai piedi potrebbero conferire malumore generale che non gioverebbe all’incontro
  • Mai indossare abiti troppo stretti e tessuti eccessivamente sintetici ( l’ansia da prestazione mixata a tessuti poco traspiranti potrebbero creare spiacevoli aloni!)
  • Mai eccedere con il make-up! Sono da evitare ombretti eccessivamente perlati e eye-liner colorati.
  • Mai esagerare con la quantità di gioielli; se indossiamo dei pendenti meglio evitare la collana, oppure se optiamo per un orologio importante non aggiungiamo braccialetti o anelli che creano solo confusione.

Ma l’accessorio che non può  ai mancare a un colloquio è il sorriso!

Un asso nella manica che non va mai lasciato a casa.

Francesca Tantillo

 

 

Le pentole Millennial Pink di Le Creuset che tutte vogliamo

Che il food sia uno dei protagonisti del web ormai è un dato di fatto:  tutti facciamo a gara a scattare la pietanza migliore, quella più colorata, più succulenta e più ‘cool’ ma con le nuove pentole rosa in vendita da Primark l’attenzione si sposta dal piatto… alla padella.  Il cosi detto millennial Pink è stato il trend del 2016 che si è confermato anche quest’anno  come ‘it color’ che assicura una pioggia di like su instagram.  Ma chi è stato quel genio che ha realizzato delle pentole rosa rendendole un oggetto davvero chic?? Non poteva che essere un brand tutto francese ossia Le Creuset che negli States ha lanciato una gamma di prodotti  per la cucina dai toni ‘millennial pink’ .   Gli articoli della linea definita ‘Sugar Pink Matte’ sono 23 fra cui padelle, pentole, teiere, cucchiai, tazze e   piatti   che solo a guardarle trasmettono dolcezza e voglia di cucinare!

Purtroppo al momento l’intera gamma è disponibile solo negli Stati Uniti… non ci resta che sperare e aspettare che questi accessori per la cucina  ad alto tasso di dolcezza e chiccheria siano disponibili anche in Italia.

Francesca Tantillo

PAPARAZZI: una mostra li celebra a Torino

PAPARAZZI: E’ la categoria di fotografi più amata e al contempo odiata dalle star; il loro lavoro è fatto di attimi, appostamenti e qualche volta di litigate (anche violente) con i VIP colti di sorpresa.  Oggi la mostra ‘Arrivano i paparazzi! fotografi e divi dalla Dolce Vita ad oggi’ celebra questa categoria di fotografi. La mostra, che si svolgerà dal 13 settembre al 7 gennaio presso la Camera a Torino, è  stata curata da Walter Guadagnini e Francesco Zanot che hanno scelto ben 150 immagini  da esporre raffiguranti gli ‘scatti rubati’ in tutto il mondo alle star dal periodo della Dolce Vita ad oggi. Le prime paparazzate risalgono agli anni 50′ e non a caso la mostra si apre con le foto  del mitico Tazio Secchiaroli che con il suo obiettivo ha realizzato tantissimi scoop durante il XX e ci prosegue con Ezio Vitali, Ron Galella, Marcello Geppetti, Lino Nanni,  Elio Scorci fino ai più recenti Aremin LinkeAlison Kackson e Elen Von Unwerth; tutti grandi nomi di un mestiere tanto duro quanto soddisfacente che con un gossip può cambiare per sempre la vita di un personaggio pubblico. “Sono fotografie che hanno segnato per sempre la percezione popolare dei personaggi pubblici, attori, cantanti, politici – commentano i curatori – Donne soprattutto. ‘Rubate’ dei momenti privati, quando, smessa la maschera del ruolo, ridiventano persone (quasi) qualsiasi.”

Fra le immagini più belle ci sono quelle della cosiddetta Hollywood sul Tevere: quando per le strade di Roma e Via Veneto passeggiavano attori come Liz Taylor, Brigitte Bardot, Kackie Kennedy e Onassis.

Francesca Tantillo

Tu lo conosci il CO-WASH?

Ormai l’estate la stiamo definitivamente salutando e oltre a lasciarci bei ricordi, falò sulla spiaggia, una bella tintarella  a ricordarci del mare e del sole ci pensano i nostri capelli: doppie punte e chioma secca e opaca in primis.

Ma come porvi rimedio?? Oltre ad utilizzare prodotti specifici ( sopratutto per i casi più estremi), l’ultima frontiera nella beauty routine dei capelli è il CO-WASH: lavare i capelli SOLO  con il balsamo. Ha fatto impazzire le it-girl di tutto il mondo per i suoi effetti davvero strabilianti. Ma perchè CO-WASH?  Nasce dalla fusione di ‘conditioner”, ovvero il balsamo, e washing, lavare per l’appunto e si usa al posto del classico shampoo.

Come si applica?

Si prende una buona quantità di balsamo sul palmo della mano al quale si aggiunge un cucchiaino di zucche di canna e volendo anche miele o olio di Karitè. Si  massaggia facilmente su tutta la testa insistendo sulle punte ( che sono quelle più danneggiate). Lo zucchero di canna è importante perchè  con la sua  spessa granulometria (ecco perchè è da preferire  a quello raffinato!) svolge una  funzione sgrassante e di scrub su tutta la cute senza irritare eccessivamente.  Sono tante le donne che hanno provato il CO-WASH e la maggior parte sono rimaste soddisfatte del risultato: in primis perchè rispetta la salute del capello avendo meno agenti aggressivi del classico shampoo ( ha pochi tensioattivi e siliconi che sono i ‘responsabili’ della formazione di schiuma) e poi rilascia la chioma subito più morbida e leggera. La nota negativa è che ovviamente non ha lo stesso potere detergente dello shampoo ed è per questa ragione che  è consigliabile alternare al classico lavaggio  un CO-WASH alla settimana. In generale non esiste una regola precisa sulla frequenza delle applicazioni ma dipende molto dal tipo di capello e da come risponde: se al tatto risulta grasso e opaco alla vista allora è consigliabile cambiare balsamo o diminuire la dose applicata.

Visto l’enorme successo di questa beauty tip che vede devote molte star, varie aziende hanno iniziato a realizzare dei prodotti co-washing : ormai sul mercato ce ne sono tantissimi e sono da preferire quelli con pochi tensioattivi ( si leggono sul retro del flacone) perchè hanno un’azione più delicata. Di conseguenza si sono sviluppate diverse ‘scuole’ di pensiero su come applicarle il balsamo e questi prodotti di nuova generazione: c’è chi preferisce spalmarlo quando i capelli sono ancora asciutti in modo da facilitarne l’assorbimento e dopo averlo risciacquato si lava con uno shampoo delicato. Poi c’è chi opta per le ‘creme lavanti’: svolge una’azione super-nutriente che viene letteralmente massaggiata sulle ciocche  con aggiunta di acqua. Dopo pochi minuti si risciacqua senza bisogno di usare altro.

Fra i balsami più adatti al CO-WASH rientrano lo Splend’Or al Cocco ( che uso anche io ed è fantastico!) il quale ha pochi siliconi e tensioattivi ed è perfetto il rapporto qualità prezzo oppure  Ultra Dolce di Garnier al Cacao e olio di Cocco che è adatto per capelli molto lisci.

 

Voi avete mai provato questa nuova tendenza in fatto di hair-care?  Vi ha convinto?

Francesca Tantillo

 

Quinoa: tra bontà e benefici

La quinoa è un alimento che sempre più spesso  costituisce i nostri pasti: è una pianta erbacea  di origine asiatica, che fino a qualche anno fa era sconosciuta in Italia e nel resto d’Europa. Sarà per le sue proprietà  nutritive, sarà perché   è buona, fatto sta che  la quinoa ha conquistato le nostre tavole ed annessi palati.  Erroneamente è considerata un cereale ma in realtà può definirsi uno pseudo-cereale perché pur avendo caratteristiche analoghe a orzo e frumento non appartiene alla famiglia delle graminacee. La quinoa è presente in diverse varietà anche se quelle più diffuse in commercio  sono quella bianca, nera e rossa che si differenziano solo per il colore dei chicchi. Questo alimento  viene prediletto sia da chi conduce uno stile di vita VEG sia da sportivi e atleti: questo perché la quinoa ha un quantitativo di proteine alto, mediamente stimato intorno ai 14/100 grammi di prodotto. La quota proteica comprende tutti gli 8 amminoacidi essenziali in un buon equilibrio e fra i più numerosi ci sono lisina e metionina che, al contrario, scarseggiano in cereali e legumi. Mentre per quanto riguarda i carboidrati ( parola che fa rabbrividire la maggior parte delle donne), il contenuto medio è di 64/100 grammi di prodotto ma una buona  percentuale di questi carboidrati è rappresentata dalla fibra, che si sa, apporta molti benefici all’organismo ad esempio aumenta il livello di sazietà,  regolarizza l’intestino e modula i livelli di zucchero e colesterolo nel sangue. Invece la percentuale di lipidi è solo di 6/100 grammi di prodotto e in più si tratta di grassi monoinstaturi, quindi facilmente digeribili. Di conseguenza è facile  intuire che la quinoa è un alimento completo e ricco di micronutrienti:  fosforo, calcio, potassio, magnesio e zinco sono alcuni dei minerali mentre tra le vitamine prevalgono quelle del gruppo B e C. E dal punto di vista energetico?  La quinoa è in grado di fornire mediamente 350/375Kcal su 100 grammi.  Quando si cucina il primo step  fondamentale è quello di metterla in  ammollo con acqua e limone ( o aceto di mele) per eliminare le saponine ( sostanze che conferiscono il tipico sapore amarognolo) dopodiché  può essere cotta in sola acqua  bollente  per 10-15 minuti  e procedere con le numerose ricette  fra cui: bulgur, polpette, insalate e zuppe. Inoltre con la farina di quinoa  si possono preparare tanti dolci e piatti per celiaci visto che è priva di glutine. Insomma è l’ideale per chi ama condurre uno stile di vita sano e pratica attività sportiva.

Francesca Tantillo

Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925

Anche se siamo in piena estate già si pensa, in parte, alle cose da fare tornati dalle vacanze e un appuntamento sicuramente da non perdere  è la mostra: Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925 che inaugura il prossimo 21 settembre presso Le Scuderie del Quirinale. Più di 100 opere che il Maestro ha realizzato in seguito al suo viaggio in Italia dal quale ha catturato sensazioni, idee e le ha riportare sulle numerose tele che ha elaborato e nelle quali si denotano le ispirazioni alle prime correnti futuristiche, al folclore ma anche  alla scultura antica,  al neoclassicismo e persino agli affreschi di Pompei.   L’esposizione, curata da Olivier Berggruen,  vuole rievocare il Gran Tour che Picasso ha fatto nel bel Paese un secolo fa ( iniziato a Roma il 17 febbraio 1917) insieme alla Compagnia di balletto russa di Sergej Djaghilev dove ha conosciuto Olga Kochlova che sarebbe, poi, diventata la sua prima moglie. Tutti i capolavori  scelti provengono dai più grandi musei del mondo che gentilmente li  hanno concessi  fra i quali il Metropolitan di New York e il Picasso di Parigi e fra i quadri che sarà possibile ammirare ci sono Ritratto di Olga in poltrona (1917), Due donne che corrono sulla spiaggia (1922),  Il flauto di Pan (1923), Paulo vestito da Arlecchino (1924). Ma l’opera che crea più aspettative è sicuramente il sipario realizzato per il Balletto Parade (e per la Compagnia di Djaghilev): si tratta di una grande tela ( misura più di 10 m per 16 m) che  si trova presso il Centre Pompidou, ma visto le dimensioni non sarà esposta alle Scuderie del Quirinale, ma bensì a Palazzo Barberini nella grande sala affrescata  da Pietro da Cortona nel 1632, Trionfo della Divina Provvidenza; ‘Una grande occasione per mettere a confronto la modernità di Picasso con il grande Seicento italiano’ ha dichiarato il curatore Berggruen. La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Centre Pompidou  di Parigi, il Museum Berggruen di Berlino, la Fundaciò  Museu Picasso di Barcellona, il Metropolitan Museum di New York  e le Galleria  Nazionale d’Arti Antiche di Roma.  Pablo Picasso è stato uno degli artisti più influenti del XX secolo che ha rivoluzionato lo scenario artistico ideando e creando la corrente del cubismo e questa mostra vuole  ricordare un periodo della sua vita che ha segnato  sia il suo privato ( l’incontro con Olga sarà folgorante) sia la sua carriera artistica avvicinandolo al futurismo e  alla cultura popolare.

‘Ci sono pittori che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l’aiuto della loro arte e della loro intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole’

Pablo Picasso

 

Francesca Tantillo