Quinoa: tra bontà e benefici

La quinoa è un alimento che sempre più spesso  costituisce i nostri pasti: è una pianta erbacea  di origine asiatica, che fino a qualche anno fa era sconosciuta in Italia e nel resto d’Europa. Sarà per le sue proprietà  nutritive, sarà perché   è buona, fatto sta che  la quinoa ha conquistato le nostre tavole ed annessi palati.  Erroneamente è considerata un cereale ma in realtà può definirsi uno pseudo-cereale perché pur avendo caratteristiche analoghe a orzo e frumento non appartiene alla famiglia delle graminacee. La quinoa è presente in diverse varietà anche se quelle più diffuse in commercio  sono quella bianca, nera e rossa che si differenziano solo per il colore dei chicchi. Questo alimento  viene prediletto sia da chi conduce uno stile di vita VEG sia da sportivi e atleti: questo perché la quinoa ha un quantitativo di proteine alto, mediamente stimato intorno ai 14/100 grammi di prodotto. La quota proteica comprende tutti gli 8 amminoacidi essenziali in un buon equilibrio e fra i più numerosi ci sono lisina e metionina che, al contrario, scarseggiano in cereali e legumi. Mentre per quanto riguarda i carboidrati ( parola che fa rabbrividire la maggior parte delle donne), il contenuto medio è di 64/100 grammi di prodotto ma una buona  percentuale di questi carboidrati è rappresentata dalla fibra, che si sa, apporta molti benefici all’organismo ad esempio aumenta il livello di sazietà,  regolarizza l’intestino e modula i livelli di zucchero e colesterolo nel sangue. Invece la percentuale di lipidi è solo di 6/100 grammi di prodotto e in più si tratta di grassi monoinstaturi, quindi facilmente digeribili. Di conseguenza è facile  intuire che la quinoa è un alimento completo e ricco di micronutrienti:  fosforo, calcio, potassio, magnesio e zinco sono alcuni dei minerali mentre tra le vitamine prevalgono quelle del gruppo B e C. E dal punto di vista energetico?  La quinoa è in grado di fornire mediamente 350/375Kcal su 100 grammi.  Quando si cucina il primo step  fondamentale è quello di metterla in  ammollo con acqua e limone ( o aceto di mele) per eliminare le saponine ( sostanze che conferiscono il tipico sapore amarognolo) dopodiché  può essere cotta in sola acqua  bollente  per 10-15 minuti  e procedere con le numerose ricette  fra cui: bulgur, polpette, insalate e zuppe. Inoltre con la farina di quinoa  si possono preparare tanti dolci e piatti per celiaci visto che è priva di glutine. Insomma è l’ideale per chi ama condurre uno stile di vita sano e pratica attività sportiva.

Francesca Tantillo

Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925

Anche se siamo in piena estate già si pensa, in parte, alle cose da fare tornati dalle vacanze e un appuntamento sicuramente da non perdere  è la mostra: Pablo Picasso. Tra Cubismo e Neoclassicismo: 1915-1925 che inaugura il prossimo 21 settembre presso Le Scuderie del Quirinale. Più di 100 opere che il Maestro ha realizzato in seguito al suo viaggio in Italia dal quale ha catturato sensazioni, idee e le ha riportare sulle numerose tele che ha elaborato e nelle quali si denotano le ispirazioni alle prime correnti futuristiche, al folclore ma anche  alla scultura antica,  al neoclassicismo e persino agli affreschi di Pompei.   L’esposizione, curata da Olivier Berggruen,  vuole rievocare il Gran Tour che Picasso ha fatto nel bel Paese un secolo fa ( iniziato a Roma il 17 febbraio 1917) insieme alla Compagnia di balletto russa di Sergej Djaghilev dove ha conosciuto Olga Kochlova che sarebbe, poi, diventata la sua prima moglie. Tutti i capolavori  scelti provengono dai più grandi musei del mondo che gentilmente li  hanno concessi  fra i quali il Metropolitan di New York e il Picasso di Parigi e fra i quadri che sarà possibile ammirare ci sono Ritratto di Olga in poltrona (1917), Due donne che corrono sulla spiaggia (1922),  Il flauto di Pan (1923), Paulo vestito da Arlecchino (1924). Ma l’opera che crea più aspettative è sicuramente il sipario realizzato per il Balletto Parade (e per la Compagnia di Djaghilev): si tratta di una grande tela ( misura più di 10 m per 16 m) che  si trova presso il Centre Pompidou, ma visto le dimensioni non sarà esposta alle Scuderie del Quirinale, ma bensì a Palazzo Barberini nella grande sala affrescata  da Pietro da Cortona nel 1632, Trionfo della Divina Provvidenza; ‘Una grande occasione per mettere a confronto la modernità di Picasso con il grande Seicento italiano’ ha dichiarato il curatore Berggruen. La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Centre Pompidou  di Parigi, il Museum Berggruen di Berlino, la Fundaciò  Museu Picasso di Barcellona, il Metropolitan Museum di New York  e le Galleria  Nazionale d’Arti Antiche di Roma.  Pablo Picasso è stato uno degli artisti più influenti del XX secolo che ha rivoluzionato lo scenario artistico ideando e creando la corrente del cubismo e questa mostra vuole  ricordare un periodo della sua vita che ha segnato  sia il suo privato ( l’incontro con Olga sarà folgorante) sia la sua carriera artistica avvicinandolo al futurismo e  alla cultura popolare.

‘Ci sono pittori che trasformano il sole in una macchia gialla, ma ci sono altri che con l’aiuto della loro arte e della loro intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole’

Pablo Picasso

 

Francesca Tantillo

ANNA MAGNANI AL VITTORIANO

Anna Magnani, la DIVA  italiana per eccellenza viene celebrata a Roma con una mostra a lei dedicata presso il museo del Vittoriano: Anna Magnani (1908-1973).  L’esposizione si svolge nella Sala Zanardelli fino al prossimo 22 ottobre e oltre alle tante foto che ritraggono l’attrice sia sul set ma anche durante attimi di vita privata, è possibile vedere film e spezzoni di cinegiornali. Il corridoio della sala si ricopre di attimi tratti da alcuni dei suoi film più importanti come “Mamma Roma”, “Nella città l’inferno” e “Roma città aperta”.

Inoltre in esclusiva il 24, 31 luglio e il 7 agosto verranno proiettati  “Bellissima” (di Luchino Visconti), “Mamma Roma”( Pier Paolo Pasolini)  e “L’amore”( Roberto Rossellini), preceduti da interviste, testi e  scritti dalla Magnani  e recitate dalla nipote Olivia. La mostra è stata curata da  Mario Sesti in collaborazione con  il Centro Sperimentale- Cineteca Nazionale dell’ Istituto Luce e Teche Rai e fa parte della rassegna ‘ Il Vittoriano tra musica, letteratura, cinema e architettura’ promossa dal Polo Museale del Lazio e diretto da Edith Gabrielli.

Colei che con la sua bellezza non convenzionale ha fatto girare la testa a tanti attori fra cui Marlon  Brando  e Rossellini (che poi la lasciò per la più giovane e bella Ingrid Bergman); viene ricordata con un’esposizione  unica ed emozionante: c’è Anna sorridente, Anna in ciabatte che suona la chitarra, Anna che fuma,  Anna arrabbiata. Tanti volti per una donna unica che ha dato tutta se stessa, ha segnato ed ha fatto la storia del cinema italiano.

Francesca Tantillo

Colette e le sue Birkenstock

Le Birkenstock hanno sempre diviso l’opinione pubblica: c’è  chi le ama e chi proprio non può vederle. Il ‘sandalo dei tedeschi’ ( nato nel 1774!)  è conosciuto in  tutto il mondo e si diffonde in particola modo a partire dagli anni 60′ quando il marchio inizia a produrre modelli con i famosi plantari in sughero; nel corso del tempo Birkenstock si è rivoluzionata, ampliando la produzione e aggiornando i modelli; non a caso oggi queste scarpe sono un vero e proprio trend che hanno conquistato donne e uomini e i tre modelli di punta: Arizona, Madrid e Gizeh, oltre ai classici  marrone o nero vengono realizzate con un’ampia gamma di colori e fantasie in modo di abbracciare un’utenza sempre maggiore.  Dato il loro successo sono tanti gli stilisti e le case di moda che hanno voluto omaggiare queste scarpe come Céline che ideò le Furkenstocks ( con la pelliccia), Givenchy ( creò un modello in pelle rosa e nero)  e Gianbattista Valli che realizzò una linea metallizzata con borchie. Ad oggi c’è Colette che si è messo in gioco:   ha rivisitato il modello cult Arizona.  Pelle nera e grandi pois blu, ecco come Colette ha voluto cambiare vesti e rendendo meno seriose e più sbarazzine le Arizona che però sono disponibili in edizione limitata: solo 200 paia sono state realizzate al prezzo di 290 euro acquistabili sul sito  di Colette . Purtroppo sarà possibile averle solo entro la fine di luglio; certamente il prezzo non è dei più economici ma se si pensa a  quanto  sono resistenti, al design unico e alla manifattura, forse riusciamo a chiudere un occhio no?

Francesca Tantillo

Il Giardino Incantato di Gianni Molaro ad Altaroma 2017

Che questo fosse l’anno dei fenicotteri era ben chiaro a tutti, ma se vi dicessi che c’è chi ha osato arrivando addirittura a renderli co-protagonisti di una sfilata-statica?

L’ha fatto quel genio di Gianni Molaro che durante la manifestazione Altaroma Altamoda, ci ha accolto in un giardino incantato fatto di agave, tessuti preziosi e… fenicotteri! Non appena  entro in Atelier   vengo catapultata in un altro mondo intriso di fragranze all’orchidea e ortensia, dove sei splendide fanciulle sono ricoperte da tessuti preziosi che danno vita a  piante d’agave. Gianni si è lasciato ispirare dall’amore per la natura ed ha creato una linea di abiti Haute Couture dai tagli netti e geometrici e con linee pulite. Tulle, mikado e iuta sono i tre  tessuti protagonisti dei modelli presentati. Il pezzo forte è sicuramente l’abito a sirena  rivestito da paillettes cangianti verdi e rosa con una lunga coda godè che delinea perfettamente la silhouette. A renderlo opulento  ci pensano due foglie di agave dorate che abbracciano il busto e diventano un coprispalla. In tutti gli abiti le foglie di agave sono state riadattate a seconda del modello: intagliate, assemblate e cucite per dar vita ad abiti unici e quindi sartoriali; le foglie accarezzano e avvolgono il corpo in maniera sinuosa creando anche giochi di luce e chiaro-scuri dovuti agli infiniti cristalli che sono stati utilizzati. Verde, giallo, blu ed ecru sono le nuance principali che lo stilista ha scelto per le creazioni che sono ben strutturare e voluminose: spacchi vertiginosi e lunghezze variabili donano agli abiti un’allure sensuale.

Uno dei più particolari, è forse quello blu mikado; realizzato assemblando tante foglie di agave tenute insieme da una cinta nera fissata in vita.

L’effetto è quello di una pianta che cresce e si avvolge al corpo.  Oltre agli abiti però ad attirare l’attenzione  e la curiosità sono stati i tre fenicotteri  che hanno preso parte alla performance rendendo ancora più magico e surreale il Giardino incantato/Atelier di Gianni Molaro.

Francesca Tantillo

Forte in Fashion: è in arrivo la seconda edizione della manifestazione organizzata da StyleBook

Porto Ercole vetrina estiva dei giovani talenti della moda

La moda sbarca all’Argentario anche questa estate con la seconda edizione di Forte in Fashion, dal 21 al 27 agosto; la manifestazione, organizzata da StyleBook con il contributo della Pro Loco di Porto Ercole e il patrocinio del Comune di Monte Argentario, si svolgerà in una spettacolare location, Forte Stella, fortificazione spagnola del Cinquecento che domina il mare da un’altura nei pressi di Porto Ercole.


Dopo il successo della sfilata della scorsa edizione, quest’anno Forte In Fashion amplia i contenuti toccando anche la fotografia di moda con la mostra dei giovani talenti dell’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma.

La mostra, aperta al pubblico per tutta la durata della manifestazione, farà da cornice all’appuntamento clou, la sfilata che vedrà in passerella le creazioni di otto designer emergenti della scuderia di StyleBook, il programma sabato 26 agosto.

Gli stilisti interessati a prendere parte alla sfilata sono ancora in tempo per presentare la richiesta di adesione. Le informazioni e il regolamento per partecipare alle selezioni, che termineranno il 30 giugno, sono disponibili su StyleBook, il social network della moda, all’indirizzo www.stylebook.it

Forte in Fashion diventa un appuntamento fisso dell’estate portercolese, con il duplice scopo di incrementare l’offerta di intrattenimento artistico di alto livello per il turismo di élite dell’Argentario e al tempo stesso di fornire ai giovani talenti della moda una grande occasione di visibilità e di crescita professionale.

Forte in Fashion
21-27 agosto
Forte Stella – Porto Ercole, Monte Argentario (GR)
Per maggiori informazioni: www.stylebook.it – info@stylebook.it

Francesca Tantillo

Ciao Carla: addio al punto cardine della Maison Fendi e della moda italiana nel mondo.

A 80 anni si è spenta Carla, 4 delle 5 sorelle Fendi; la stilista era malata e per questo motivo non si vedeva più sul panorama della moda internazionale da molto tempo.  La  sua lunga carriera è stata prettamente incentrata sull’attività di famiglia, la maison Fendi che ha portato a diventare uno dei brand più amati al mondo contribuendo a internazionalizzarlo. Dopo Krizia, Laura Biagiotti (qui potete rileggere il post a lei dedicato https://lasignorinaf.it/2017/05/30/laura-biagiotti-addio-alla-signora-della-moda-italiana/) se ne va un’altra ambasciatrice del Made in Italy nel mondo, che ha contribuito a rendere grande l’artigianato italiano.

Ma oltre alla moda, Carla si è spesso dedicata all’arte, altra sua grande passione, e ha fondato nel 2007 l’omonima Fondazione Carla Fendi che si occupa di opere di mecenatismo e  di preservare e restaurare beni culturali ad esempio si è occupata del restauro del Teatro Caio Melisso a Spoleto e nel 2014, ad un anno dalla scomparsa del marito Candido, ha deciso di restaurare i due altari laterali del presbiterio nella chiesetta di  Pieve di Santa Maria Assunta di Piancastagnaio in provincia di Siena ( città natale del consorte).  La Fondazione ha dato vita a tantissimi eventi  a difesa della cultura e dell’ambiente  e dal 2010 sostiene l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.  Essendosi sempre occupata di comunicazione, ufficio stampa e pubblicità per la sua maison, negli anni 80’ si interessa anche al Festival dei due Mondi di Spoleto e sceglie di legarei il brand alla manifestazione dando vita ad un legame prolifico e duraturo, grazie anche alla profonda amicizia col maestro  Giancarlo Menotti. Qualche anno fa disse in un’intevista  “Credo molto all’importanza e al valore della bellezza come cultura e formazione nella mia esperienza di vita e di lavoro mi sono nutrita di bellezze estetiche, come costume ed evoluzione del sociale. Poi, questo rispetto per il bello l’ho dedicato alle bellezze artistiche che ci circondano: il bello come cultura e la cultura come linfa vitale. E come felicità, perché solleva lo spirito, è ossigeno in un mondo che ci travolge quotidianamente. Questo è il mio credo, e in questo metto tutte le mie energie’

Carla Fendi.

Francesca Tantillo

Trecce e beach waves: le acconciature must have per l’estate.

 

Con l’arrivo  dell’estate  per chi porta i capelli lunghi inizia un vero e proprio periodo di stress: se da un lato fa troppo caldo per tenerli sciolti dall’altro portarli sempre legati con la ‘pony tail’, il classico chignon o il rivisitato messy bun alla lunga stufa.   Esiste un buon compromesso tra praticità, comodità e stile? La risposta è SI e sta nelle trecce! Belle, comode e pratiche le acconciature con le trecce sono perfette  per qualsiasi occasione, sia che si tratti di una cerimonia, una serata o addirittura per allenarsi. In particolare le boxer  braids  sono l’ideale durante i workout: i capelli rimangono ordinati e non si sciolgono. Ovviamente che questa sarebbe stata la Braid Summer lo si era capito da tempo; dagli hair-styling  delle modelle in passerella era ben evidente che i capelli intrecciati  sarebbero stati i protagonisti dell’estate. Quando si parla di trecce, non ci si riduce alle classiche alla ‘pippi calze lunghe’, ma ci sono una miriade di varianti come le boxer braids, perfette per chi ha un’anima glam-rock, oppure c’è  la treccia alla francese, tornata in gran voga, che è perfetta per chi ama uno stile ordinato e chic. Tra le novità c’è la treccia a cascata: è  un’hair styling abbastanza semplice da realizzare, mentre  un must di qualche tempo è la  fish braid, ovvero la treccia a spina di pesce  detta così proprio perché l’intreccio ricorda la lisca: è ideale per chi vuole realizzare un’acconciatura laterale!  E’ scontato che ci vuole un po di pratica per ottenere uno styling perfetto; con tanta pazienza,  se non al 2 ,sicuramente al 5 tentativo si sviluppa la manualità e l’intreccio verrà automaticamente.

Su You Tube ci sono molte ragazze che sono in grado di realizzarle in maniera chiara e concisa come Milabu che arriva in soccorso delle ragazze con i capelli di lunghezza media ( https://www.youtube.com/watch?v=VlFe4CXTLQo&t=70 )oppure Missy  Sue che è bravissima a spiegare come realizzare le HeadBand Braids (https://www.youtube.com/watch?v=Kh8MTdgIDaA ) oppure anche Rooxsaurus che propone le trecce alla ‘Kim Kardashian’(  https://www.youtube.com/watch?v=Air8o2RGyXc&list=PLvc-A-6lK-ktK-uAu4GQ1ewaJvYSeMpxq&index=7 ).

Ma oltre le  trecce c’è un’altra tendenza in fatto di capelli che ha preso piede già dalla scorsa estate ossia le beach waves. Facili da realizzare, sono un vero e proprio must have per i periodi estivi; lo styling  dona un effetto molto naturale ed è  perfetto per chi ha i capelli mossi. Per ricreare delle onde morbide, voluminose e folte ci sono dei prodotti ad hoc come la mousse Bumbe and bumble Surf Foam Spray  Blow Dry che dona uno styling mosso e dona corpo ai capelli, poi c’è lo spray di Aussie, Miracle Beach Waves che regala  alla chioma l’effetto opaco, mentre chi predilige uno stile più disordinato può optare per lo spray di L’Oréal professionnel, Wild Stylers Beach Waves.

Fra trecce e beach waves  le chiome saranno sempre ‘sul pezzo’ questa estate!

Pronte a sbizzarrirvi?

Francesca Tantillo

 

ABBRONZATISSIMA….  quando la tintarella è una vera e propria cultura.

 

L’estate è finalmente arrivata e tutti ci fiondiamo al mare per colorire l’incarnato: la tintarella è una vera ossessione  per molti di noi.

D’altronde si sa che l’abbronzatura  rende più belli: la pelle appare più tonica e luminosa e di conseguenza le donne possono riporre nel cassetto fondotinta e correttori per qualche tempo.  Ma abbronzatura non è sempre stato sinonimo di bellezza, anzi!  Fino alla metà del secolo scorso la pelle abbronzata era segno d’appartenenza a una classe sociale bassa: contadini e operai per intenderci. I nobili si distinguevano per la pelle chiara e candida anche nei mesi estivi proprio a sottolineare la differenza fra le varie classi sociali. Non a caso anche d’estate le nobildonne non uscivano mai senza ombrellino para sole al seguito con tanto di guanti. Ma a partire dagli anni ‘20 qualcosa sembra smouversi: Coco Chanel dopo una vacanza in Costa Azzurra si ripresenta in società con un colorito più scuro lanciando così la moda della pelle dorata. Tante signore su imput di Madame Chanel iniziano ad ‘accogliere’ ben volentieri i raggi solari facendo gite e passeggiate al mare; ma per la tintarella vera e propria bisogna attendere gli anni ’50 infatti  in seguito alla nascita del bikini la donna diventa sempre più disinibita e questo si riflette nella voglia di esporsi sempre di più anche al mare e quindi abbronzarsi.  Con il passare del tempo la voglia di tintarella è cresciuta a dismisura tanto che negli anni’80 è diventata una vera e propria mania: in questa decade diventare neri come il carbone è d’obbligo e per accelerare il processo sono nati gli olii super abbronzanti e le creme colorate che in pochi istanti donavano un effetto ‘abbronzatura tropicale’.  Tra gli anni ’90 e 2000’ c’è stato il boom delle lampade che hanno rivoluzionato  il concetto di abbronzatura: ora è possibile avere un bel colorito tutto l’anno! Il problema sono gli effetti collaterali che i raggi UVA comportano alla pelle: invecchiamento precoce in primis!  Da qualche anno a questa parte c’è un’inversione di tendenza o perlomeno c’è un’attenzione in più nei confronti della salute: sono sempre di più le persone che NON RINUNCIANO  alla protezione solare. Sia la pelle chiara che quella più olivastra DEVONO essere protette allo stesso modo; quindi dimenticate l’idea che ‘ho la pelle più scura, quindi non mi scotto’ perché anche se la genetica è stata più ‘clemente’  i danni provocati dai raggi solari sono uguali per tutti. Oltre all’invecchiamento precoce la pelle può andare incontro a tumori e alla comparsa di nei.  Purtroppo la strada verso la protezione è ancora lunga visto che l’ultima ricerca Nielsen ha rivelato che solo il 28% degli italiani usa uno schermo protettivo e nonostante siano state lanciate persino app  che  avvisano quando bisogna girarsi di lato sul lettino la via verso una consapevolezza maggiore su quanto e come prendere il sole è ancora lunga.  Ad oggi il mercato offre una vasta scelta di protettivi solari, sia spray (facili da applicare) che in crema garantendo una protezione super: ovviamente per il viso va messa la 50+  come quella di Korff e superati i 30 anche con azione antiage come quella di Avène.  Per il resto del corpo si può scendere a un filtro SPF più basso, come il latte fluido SPF 30 di Vichy antisabbia  o lo spray solare SPF 15 di Biopoint.

In Italia la tintarella ha una vera e propria storia alla spalle che ha in qualche modo caratterizzato la nostra società, ma nel futuro facciamo in modo che anche la protezione diventi un’abitudine inderogabile per l’estate ( e non solo!)

Francesca Tantillo

Laura Biagiotti: addio alla Signora della moda italiana

Nella notte del 26 maggio alle 2:47 ci ha lasciati  Laura Biagiotti, l’iconica stilista romana che ha fatto del bianco,il non colore per eccellenza, l’emblema dell’eleganza.  Un altro  punto distintivo della Biagiotti é stato l’uso del cachemire tanto che nel 1991 il New York Times l’ha definita ‘Queen of cachemire’ ovvero Regina del cachemire. Durante la sua vita ha avuto molti successi e la sua lunga carriera é iniziata negli anni ’60, precisamente nel 1966 con il lancio della sua prima linea prêt a porter;  mentre la  prima sfilata avviene nel 1972 a Firenze e insieme a Ferré, Armani e Missoni diventa una delle griffe più richieste. È stata una vera forza della natura e insieme a Krizia (altra grande stilista scomparsa  qualche anno fa) è stata la prima stilista a promuovere il ‘Made in Italy’ nel mondo , infatti è stata la prima a portare la qualità e l’artigianato italiano in Cina, quando nel 1988 ha sfilato a Pechino dove 30 modelle cinesi hanno indossato ben 150 abiti in cachemire e seta. Il 1995 è stata la volta della Russia con la sfilata che ha fatto al Cremlino a Mosca. Laura Biagiotti é sempre stata molto legata a Roma ( la sua città natale) e le ha dedicato una linea di profumi  intitolata Roma, che sono diventati un vero best seller.  Nel 1980 si trasferisce nelle campagne romane di Guidonia in un castello  medievale con il marito Giovanni Cigna , dalla cui unione è nata Lavinia. Il rapporto fra madre e figlia è stato sempre molto forte ed empatico, non a caso anche Lavinia ha ereditato la passione per la moda e i filati: dal 2005 è vicepresidente del brand curandone l’immagine a livello globale. Oltre alla moda però la Biagiotti ha sempre avuto un debole per l’arte; infatti oltre ad essere una collezionista si è impegnata nella promozione e il restauro di tante opere e edifici romani, basti pensare alla scalinata del Campidoglio o le fontane di Piazza Farnese a Roma. Ha realizzato anche la fondazione Biagiotti-Cigna che detiene la più importante collezione di Giacomo Balla, presentando la sua opera ‘Genio Futurista’ a Expo 2015. Moda, artigianalitá, passione e arte sono fattori che hanno segnato e  scritto la storia della Signora della moda italiana che purtroppo ci ha lasciato troppo presto ( si é spenta a 73 anni) e che sicuramente avrebbe ancora contribuito a mantenere alto il pregio del Made in Italy.
“Fare la stilista è come prendere i voti  e dura tutta la vita” Laura Biagiotti 
Francesca Tantillo