Chanel alla PFW: tra PVC, trasparenze e stile

Ieri si è chiusa la Paris Fashion Week con la sfilata mozzafiato di Chanel: ad attirare l’attenzione  è stata infatti in principio la location del Grand Palais. In un attimo gli ospiti si sono ritrovati in una foresta tropicale arricchita di vegetazione, cascate e rocce che cingevano una lunga passerella sospesa su un fiumiciattolo. In perfetta sintonia con la location, Karl Lagerfeld punta su una collezione  da vera ‘esploratrice avant guarde’  dove PVC, trasparenze, vinile e tweed reloaded la fanno da padroni. La sfilata, come di consuetudine, si è aperta con i capi iconici della Maison: c’erano tubini e tailleur dal tocco classico ma rivisitato per la S/S 2018. A caratterizzare la collezione, però,   sono state le mantelline e le borse trasparenti e impermeabili, gli stivaletti, gli ombrelli; inoltre c’è la grande riconferma del denim  che per l’occasione è stato rivisitato in versione cangiante e arricchito di dettagli in plastica, mentre i classici pantaloni in tweed sono riproposti in  vernice sfrangiati.  Nonostante i ricami, le applicazioni in cristallo, lo sfrenato utilizzo di PVC e trasparenze, la collezione mantiene la solida identità stilistica che ha sempre contraddistinto Chanel.

 

A dare quel tocco in più sono stati gli stivali cuissarde in PVC con le punte a contrasto ( tipico di Chanel) che hanno fatto letteralmente perdere la testa a tutte e i cappelli in PVC,  come quello indossato da Kaia Gerber, ovvero la nuova promessa delle passerelle internazionali che ha aperto la sfilata di Chanel…. beh il DNA è lo stesso di mamma… Cindy Crawford!

Francesca Tantillo

 

Waterproof💦💙💦 @chanelofficial

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MONET: LA NUOVA MOSTRA AL COMPLESSO DEL VITTORIANO DI ROMA

Claude Monet, uno degli artisti impressionisti più amati  torna a Roma con la mostra MONET al Complesso del Vittoriano dal 19 ottobre fino all’11 febbraio 2018. Le opere esposte provengono dal Museé Marmottan Monet ( che lo scorso anno ha celebrato 80 anni di attività) e si tratta dei quadri provenienti  da Giverny, l’ultima dimora dell’artista, che poi il figlio Michael ha donato al museo dopo la sua morte.  E’ stato proprio a Giverny che Monet realizzai il sogno di una vita:  realizzare un sontuoso parco e dedicarsi al giardinaggio. «Il giardinaggio è un’attività che ho imparato nella mia giovinezza quando ero infelice. Forse devo ai fiori l’essere diventato un pittore»  ha ammesso. La mostra, curata da Marianne Mathieau ripercorre la carriera dell’artista partendo dai primissimi lavori di metà ‘800 con le famose caricature, per poi proseguire con i paesaggi rurali e urbani di Parigi, Vèthuil e Londra. Ci sono anche i ritratti dei figli e gli iconici quadri ‘a tema green’: ci sono le prime tele con gli amatissimi fiori del suo giardino quali rose, glicini e agapanto; poi si passa ai più recenti quadri con i salici piangenti, il ponticello giapponese, il viale delle rose fino ad arrivare all’apoteosi della natura: il giardino delle ninfee, forse uno dei suoi quadri più belli, famosi ed emozionanti che ha realizzato. Nella sua ultima fase artistica le ninfee sono un tema ricorrente nei suoi quadri:  ne ha eseguiti più di 12 che ha donato allo Stato francese di cui alcuni oggi sono conservati nelle due sale ovali dell’Orangerie de  Tuileries e altri al Museé Marmottan. Monet, da sempre considerato il padre dell’Impressionismo, gioca con una pittura evocativa che si distacca dallo stile accademico sempre attento e definito, esaltando invece tutte i giochi cromatici che derivano dalla sovrapposizione di colori e luce. L’esposizione ripercorre le varie fasi artistiche dell’artista che ha sempre focalizzato la sua arte sull’EN PLEN AIR, ovvero dipingere all’aria aperta per catturare al meglio ogni singola dettaglio e  sfumatura cromatica che genera la luce sul soggetto scelto cercando di coglierne l’essenza.

‘Seguo la natura senza poterla afferrare, questo fiume scende, risale, un giorno verde, poi giallo oggi pomeriggio asciutto e domani sarà torrente.’

Claude Monet

 

Francesca Tantillo

 

Il vademecum sull’outifit perfetto ad un colloquio di lavoro

 

Il colloquio di lavoro è un appuntamento molto importante che genera sempre diverse emozioni:   se da un lato l’eccitazione commista ad ansia e felicità è alle stelle, dall’altro ecco il panico perché non si sa mai come andrà.  Inoltre ad aumentare la dose  di nervosismo ci pensa il vuoto che assale alla domanda ‘ che cosa mi metto?’ In questi casi l’abito fa il monaco eccome! Per questo motivo è importante prepararsi i capi da indossare per tempo così da evitare ulteriori stress la sera prima. Quindi per fare una bella impressione ed avere una chance in più di essere scelte è fondamentale ‘azzeccare’ l’outfit giusto e sopratutto sentirsi a proprio agio con i capi scelti; può sembrare strano ma presentarsi ad un incontro contenti della propria mise aiuta a tenere i nervi sotto controllo e a diminuire l’ansia.

Ma quindi … cosa si indossa a un colloquio di lavoro? Sono tanti i capi che ben si prestano per un evento così importante,  primo fra tutti il tailleur, un capo ever green  che trasmette rigore e serietà. Sia gonna che pantalone risolve qualsiasi problema ed é la scelta migliore per chi ha un gusto semplice  e preferisce un classico che si sposa perfettamente con l’occasione. Grigio antracite, blu, nero ed ecru  sono le tonalità da preferire. Con il tubino si va a colpo sicuro perché scegliendo il tessuto giusto, jersey ad esempio, dona a tutte le silhouette. Si può scegliere per un modello sbracciato o mezze maniche da abbinare con una bella giacca della stessa tinta e completare con un foulard in seta o una pashmina dai toni accesi che danno vivacità senza esagerare. Se il colloquio é per una posizione creativa allora c’è più margine di scelta ed è possibile osare di più : ad esempio indossando i jeans abbinandoli con una bella  blusa con le stampe di tendenza o un bel cardigan in cachemire (a seconda della stagione) completando con un bel paio di tronchetti ai piedi. Oppure si può puntare su un abito a trapezio adatto a tutte sia a tinta unita che fantasia abbinato a una bella scarpa o uno stivale dal tacco basso.

Ovviamente non basta solo l’abito per essere perfette!

Ecco delle beauty-bites da ricordare:

-capelli puliti in primis: anche i capelli vogliono la loro parte!

Si può scegliere  un bel raccolto, sia lo chignon che la coda bassa conferiscono un’allure elegante e seria.  Inoltre se la chioma è bella e vaporosa allora è possibile andare anche con i capelli sciolti.

  • occhio al trucco!

È bene ricordare che si va ad un colloquio non a ballare quindi bisogna puntare sulla semplicità: una base perfetta, eye-liner, rimmel e un rossetto matte rosso o nude. Ecco fatto.

  • mani in primo piano        

È inutile dire che le mani devono essere ben curate: unghie ben limate e smalto perfetto sono fondamentali. Anche in questo caso é sempre meglio optare per tinte classiche come il rosso, bordeaux o nude mentre sono da evitare qualsiasi tipo di nail art e i colori fluo. Nulla va lasciato al caso, nemmeno gli accessori perché ogni minimo dettaglio fa la differenza e  può giocare a favore ( o meno ) del colloquio.

Le scarpe sono un dettaglio chiave e vanno scelte con cura e sopratutto di qualità. Da preferire quelle con un tacco 8/10 cm,  non di più. Anche la borsa è un elemento importante e deve essere delle giuste dimensioni: una via di mezzo, né troppo grande né troppo piccola ed è consigliato abbinarla alle calzature. Mentre per i gioielli va aperta una parentesi a parte in quanto vale il detto LESS IS BETTER, infatti  è meglio  indossare pochi accessori ma di grande eleganza e raffinatezza come gli intramontabili punti luce, sia come orecchini che collane; mentre per quanto riguarda le perle, sinonimo di bon ton per eccellenza, possono essere indossate ma attenzione l’effetto signora è dietro l’angolo. Il  quid in più? Un bell’orologio che rappresenta un buon biglietto da visita e sottolinea una personalità rigorosa e puntuale ( si spera!).

       Quali  sono gli errori che vanno assolutamente evitati ??

  • Mai presentarsi con jeans strappati
  • Mai scegliere capi dai colori eccessivamente accesi
  • Mai arrivare su  un tacco superiore ai 10 cm
  • Mai indossare una scarpa nuova: eventuali dolori ai piedi potrebbero conferire malumore generale che non gioverebbe all’incontro
  • Mai indossare abiti troppo stretti e tessuti eccessivamente sintetici ( l’ansia da prestazione mixata a tessuti poco traspiranti potrebbero creare spiacevoli aloni!)
  • Mai eccedere con il make-up! Sono da evitare ombretti eccessivamente perlati e eye-liner colorati.
  • Mai esagerare con la quantità di gioielli; se indossiamo dei pendenti meglio evitare la collana, oppure se optiamo per un orologio importante non aggiungiamo braccialetti o anelli che creano solo confusione.

Ma l’accessorio che non può  ai mancare a un colloquio è il sorriso!

Un asso nella manica che non va mai lasciato a casa.

Francesca Tantillo

 

 

Le pentole Millennial Pink di Le Creuset che tutte vogliamo

Che il food sia uno dei protagonisti del web ormai è un dato di fatto:  tutti facciamo a gara a scattare la pietanza migliore, quella più colorata, più succulenta e più ‘cool’ ma con le nuove pentole rosa in vendita da Primark l’attenzione si sposta dal piatto… alla padella.  Il cosi detto millennial Pink è stato il trend del 2016 che si è confermato anche quest’anno  come ‘it color’ che assicura una pioggia di like su instagram.  Ma chi è stato quel genio che ha realizzato delle pentole rosa rendendole un oggetto davvero chic?? Non poteva che essere un brand tutto francese ossia Le Creuset che negli States ha lanciato una gamma di prodotti  per la cucina dai toni ‘millennial pink’ .   Gli articoli della linea definita ‘Sugar Pink Matte’ sono 23 fra cui padelle, pentole, teiere, cucchiai, tazze e   piatti   che solo a guardarle trasmettono dolcezza e voglia di cucinare!

Purtroppo al momento l’intera gamma è disponibile solo negli Stati Uniti… non ci resta che sperare e aspettare che questi accessori per la cucina  ad alto tasso di dolcezza e chiccheria siano disponibili anche in Italia.

Francesca Tantillo