Chanel alla PFW: tra PVC, trasparenze e stile

Ieri si è chiusa la Paris Fashion Week con la sfilata mozzafiato di Chanel: ad attirare l’attenzione  è stata infatti in principio la location del Grand Palais. In un attimo gli ospiti si sono ritrovati in una foresta tropicale arricchita di vegetazione, cascate e rocce che cingevano una lunga passerella sospesa su un fiumiciattolo. In perfetta sintonia con la location, Karl Lagerfeld punta su una collezione  da vera ‘esploratrice avant guarde’  dove PVC, trasparenze, vinile e tweed reloaded la fanno da padroni. La sfilata, come di consuetudine, si è aperta con i capi iconici della Maison: c’erano tubini e tailleur dal tocco classico ma rivisitato per la S/S 2018. A caratterizzare la collezione, però,   sono state le mantelline e le borse trasparenti e impermeabili, gli stivaletti, gli ombrelli; inoltre c’è la grande riconferma del denim  che per l’occasione è stato rivisitato in versione cangiante e arricchito di dettagli in plastica, mentre i classici pantaloni in tweed sono riproposti in  vernice sfrangiati.  Nonostante i ricami, le applicazioni in cristallo, lo sfrenato utilizzo di PVC e trasparenze, la collezione mantiene la solida identità stilistica che ha sempre contraddistinto Chanel.

 

A dare quel tocco in più sono stati gli stivali cuissarde in PVC con le punte a contrasto ( tipico di Chanel) che hanno fatto letteralmente perdere la testa a tutte e i cappelli in PVC,  come quello indossato da Kaia Gerber, ovvero la nuova promessa delle passerelle internazionali che ha aperto la sfilata di Chanel…. beh il DNA è lo stesso di mamma… Cindy Crawford!

Francesca Tantillo

 

Waterproof💦💙💦 @chanelofficial

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Vestiaire collective e le sue proposte PRE-LOVED

In questi giorni di sfilate stiamo vedendo le tendenze che andranno la prossima S/S 2018 ma anche tanto street wear  dove spesso a dare il tocco in più al look sono gli accessori e in particolare le borse.  Insieme alle scarpe, le borse   sono il punto debole di ogni donna; probabilmente  ci conoscono meglio di tante altre persone  perché loro custodiscono parte del nostro universo. Qualcuno disse che puoi capire la personalità di una donna dal contenuto della sua borsa e in effetti è proprio così! Però ammettiamolo Tutte abbiamo, o vorremmo avere,  nell’armadio almeno una ‘it- bag’ da sfoggiare…perché diciamoci la verità, una bella borsa mette sempre di buon umore. Spesso però capita che quando ci si ritrova con le amiche a parlare di nuove tendenze e dell’ultima borsa instagrammata da Olivia Palermo o  Gigi Hadid caschiamo dal pero. Ma come si possono ricordare le Borse ( con la B maiuscola)  che ormai  sono diventate delle vere e proprie icone? Don’t worry!  Per le più smemorate ci pensa il sito E-commerce di lusso Vestiaire Collective che ha creato la guida Global Bag Exchange Index che raccoglie i TOP 25, ossia i modelli più amati dalle clienti che comprano e vendono sul sito. Facendo una bella ricerca si possono scoprire tanti nomi e curiosità oltre a farsi un’idea sulle quotazioni del mercato ‘vintage luxury’. C’è la Speedy di Louis Vuitton, la Trapeze di Céline, la Lady di Dior, la Baguette di Fendi, la Drew di Chloé, la Timeless di Chanel, la Dionysus di Gucci, la Birkin, la Constance, la Kelly di Hermès giusto per citarne alcune. Ovviamente con gli oltre 6 milioni di clienti in 48 Paesi e gli attentissimi controlli, Vestiaire Collective è fidatissimo e a renderlo davvero speciale è il concetto di ‘PRE-LOVED’: infatti guai a parlare di ‘oggetti di seconda mano’ perché ogni articolo di moda lusso è un’amore folle che, come nel più classico dei casi, finisce ma è subito pronto a far innamorare qualcun’altro che lo accoglierà calorosamente nel suo guardaroba.

Buona ricerca e… shopping! 

Francesca Tantillo

Christian Dior e i 70 della maison in mostra a Parigi.

In attesa della Paris fashion week, la città più romantica del mondo omaggia  il SUO STILISTA PER ECCELLENZA Christian Dior con la mostra al Museé des Arts Décoratifs:  Christian Dior , Couturier du rêve  che celebra i 70 anni di attività della Maison. Nell’esposizione viene ripercorsa la carriera dello stilista  e di tutti i designers che lo hanno affiancato nel tempo e che hanno proseguito il suo lavoro dopo la scomparsa  avvenuta il 23 ottobre del 1957. Dopo Dior si sono succeduto diversi direttori creativi che hannoo lasciato un segno importante, diventando poi a loro volta dei  designer di fama internazionale quali Yves Saint Lauren, Marc Bohan, Gianfranco Ferrè, John Galliano, Raf Simon e Maria Grazia Chiuri, la prima donna designer della casa francese. Dior è stato uno dei più grandi couturier del XX secolo rivoluzionando la moda a partire dal dopoguerra quando lanciò nel 1947 la sua prima collezione S/S  New Look Collection riportando in auge la femminilità che durante la guerra era stato accantonato da mise più lineari e maschili. Vita sottile, gonne a corolla e spalle morbide sono i tre elementi sui quali Dior ha puntato per i suoi abiti, famosi per ricercatezza, eleganza e sartorialità.  Alla mostra sono esposte più di 300 creazioni d’alta moda  che sono state realizzate nel corso di questi 7 decenni  e, nonostante nel tempo siano cambiate le tendenze e  i direttori creativi, tutti gli abiti sembrano essere legati uno all’altro da un filo conduttore fatto di emozioni, dedizione, cura dei dettagli e dei tessuti.  Inoltre nelle varie sale ci sono foto, tessuti,  centinaia di documenti, accessori fra cui borse, gioielli, scarpe, cappelli e le boccette dei primi profumi della maison: Miss Dior e J’Adore. Data  la grande passione di Christian Dior per l’Art Nouveau e l’antiquariato, i  due curatori Florence Müller e Olivier Gabet hanno pensato di inserire anche una selezione di oggetti e dipinti che hanno ispirato il maestro e arredato la sua casa. Il percorso termina nella navata che, trasformata in una sala da ballo,  raccoglie capi unici, alcuni dei quali mai visti ( le creazioni glittering per esempio) provenienti dalla Dior Heritage Collection.  Ci sono anche  gli abiti indossati da Grace di Monaco, la Principessa Diana e Charlize Theron.

Sarà possibile immergersi in un’atmosfera surreale fatta  di abiti preziosi, cristalli e tanta, tanta eleganza fino al 7 gennaio 2018.

Pronte a fare il biglietto aereo??

PS Intanto godetevi questa preview

Francesca Tantillo

MARIA CALLAS IN SCENA-GLI ANNI ALLA SCALA

 

Unica, sublime ed eterna,  3 dei numerosi aggettivi con cui si potrebbe descrivere il soprano Maria Callas che con la sua voce ineguagliabile ha calcato il palco dei teatri più prestigiosi al mondo e fra tutti La Scala di Milano. Quest’ultimo le rende omaggio con la mostra: Maria Callas In Scena- Gli Anni della Scala che celebra la cantante nel 40 esimo anniversario della sua scomparsa (13 settembre 1977). Fra la Callas e La Scala c’è sempre stato un rapporto d‘amore reciproco e per questo il teatro le rende omaggio nello spazio museale del Piermarini dove è stata ricostruita la sua carriera a La Scala  dal 1950 al 1961; Margherita Palli è la scenografa che  ha curato  l’allestimento ed ha scelto 14 costumi indossati dalla Callas durante le sue interpretazioni.

Ad accompagnare l’esposizione c’è il racconto della  sua carriera artistica  e le numerose rassegne stampa. Fra gli abiti più belli c’è la veste regale bordata di volpe  per Anna Bolena, realizzata da Nicola Benois; l’abito dipinto a mano per Medea da Salvatore Fiume e il più sontuoso di tutti: l’abito di Fedora in lapin bianco con strascico di code di ermellino.

Durante la sua permanenza a Milano ha incontrato grandi nomi del mondo del teatro e dello spettacolo a livello mondiale  come Luchino Visconti (fondamentale per la sua carriera), Tullio Serafin   o Franco Zeffirelli che sono stati fondamentali nella sua trasformazione e crescita artistica conducendola verso una nuova dimensione del canto, ovvero quell’interpretazione melodrammatica che l’ha consacrata nell’olimpo della lirica per sempre.

Francesca Tantillo

Il vademecum sull’outifit perfetto ad un colloquio di lavoro

 

Il colloquio di lavoro è un appuntamento molto importante che genera sempre diverse emozioni:   se da un lato l’eccitazione commista ad ansia e felicità è alle stelle, dall’altro ecco il panico perché non si sa mai come andrà.  Inoltre ad aumentare la dose  di nervosismo ci pensa il vuoto che assale alla domanda ‘ che cosa mi metto?’ In questi casi l’abito fa il monaco eccome! Per questo motivo è importante prepararsi i capi da indossare per tempo così da evitare ulteriori stress la sera prima. Quindi per fare una bella impressione ed avere una chance in più di essere scelte è fondamentale ‘azzeccare’ l’outfit giusto e sopratutto sentirsi a proprio agio con i capi scelti; può sembrare strano ma presentarsi ad un incontro contenti della propria mise aiuta a tenere i nervi sotto controllo e a diminuire l’ansia.

Ma quindi … cosa si indossa a un colloquio di lavoro? Sono tanti i capi che ben si prestano per un evento così importante,  primo fra tutti il tailleur, un capo ever green  che trasmette rigore e serietà. Sia gonna che pantalone risolve qualsiasi problema ed é la scelta migliore per chi ha un gusto semplice  e preferisce un classico che si sposa perfettamente con l’occasione. Grigio antracite, blu, nero ed ecru  sono le tonalità da preferire. Con il tubino si va a colpo sicuro perché scegliendo il tessuto giusto, jersey ad esempio, dona a tutte le silhouette. Si può scegliere per un modello sbracciato o mezze maniche da abbinare con una bella giacca della stessa tinta e completare con un foulard in seta o una pashmina dai toni accesi che danno vivacità senza esagerare. Se il colloquio é per una posizione creativa allora c’è più margine di scelta ed è possibile osare di più : ad esempio indossando i jeans abbinandoli con una bella  blusa con le stampe di tendenza o un bel cardigan in cachemire (a seconda della stagione) completando con un bel paio di tronchetti ai piedi. Oppure si può puntare su un abito a trapezio adatto a tutte sia a tinta unita che fantasia abbinato a una bella scarpa o uno stivale dal tacco basso.

Ovviamente non basta solo l’abito per essere perfette!

Ecco delle beauty-bites da ricordare:

-capelli puliti in primis: anche i capelli vogliono la loro parte!

Si può scegliere  un bel raccolto, sia lo chignon che la coda bassa conferiscono un’allure elegante e seria.  Inoltre se la chioma è bella e vaporosa allora è possibile andare anche con i capelli sciolti.

  • occhio al trucco!

È bene ricordare che si va ad un colloquio non a ballare quindi bisogna puntare sulla semplicità: una base perfetta, eye-liner, rimmel e un rossetto matte rosso o nude. Ecco fatto.

  • mani in primo piano        

È inutile dire che le mani devono essere ben curate: unghie ben limate e smalto perfetto sono fondamentali. Anche in questo caso é sempre meglio optare per tinte classiche come il rosso, bordeaux o nude mentre sono da evitare qualsiasi tipo di nail art e i colori fluo. Nulla va lasciato al caso, nemmeno gli accessori perché ogni minimo dettaglio fa la differenza e  può giocare a favore ( o meno ) del colloquio.

Le scarpe sono un dettaglio chiave e vanno scelte con cura e sopratutto di qualità. Da preferire quelle con un tacco 8/10 cm,  non di più. Anche la borsa è un elemento importante e deve essere delle giuste dimensioni: una via di mezzo, né troppo grande né troppo piccola ed è consigliato abbinarla alle calzature. Mentre per i gioielli va aperta una parentesi a parte in quanto vale il detto LESS IS BETTER, infatti  è meglio  indossare pochi accessori ma di grande eleganza e raffinatezza come gli intramontabili punti luce, sia come orecchini che collane; mentre per quanto riguarda le perle, sinonimo di bon ton per eccellenza, possono essere indossate ma attenzione l’effetto signora è dietro l’angolo. Il  quid in più? Un bell’orologio che rappresenta un buon biglietto da visita e sottolinea una personalità rigorosa e puntuale ( si spera!).

       Quali  sono gli errori che vanno assolutamente evitati ??

  • Mai presentarsi con jeans strappati
  • Mai scegliere capi dai colori eccessivamente accesi
  • Mai arrivare su  un tacco superiore ai 10 cm
  • Mai indossare una scarpa nuova: eventuali dolori ai piedi potrebbero conferire malumore generale che non gioverebbe all’incontro
  • Mai indossare abiti troppo stretti e tessuti eccessivamente sintetici ( l’ansia da prestazione mixata a tessuti poco traspiranti potrebbero creare spiacevoli aloni!)
  • Mai eccedere con il make-up! Sono da evitare ombretti eccessivamente perlati e eye-liner colorati.
  • Mai esagerare con la quantità di gioielli; se indossiamo dei pendenti meglio evitare la collana, oppure se optiamo per un orologio importante non aggiungiamo braccialetti o anelli che creano solo confusione.

Ma l’accessorio che non può  ai mancare a un colloquio è il sorriso!

Un asso nella manica che non va mai lasciato a casa.

Francesca Tantillo

 

 

PAPARAZZI: una mostra li celebra a Torino

PAPARAZZI: E’ la categoria di fotografi più amata e al contempo odiata dalle star; il loro lavoro è fatto di attimi, appostamenti e qualche volta di litigate (anche violente) con i VIP colti di sorpresa.  Oggi la mostra ‘Arrivano i paparazzi! fotografi e divi dalla Dolce Vita ad oggi’ celebra questa categoria di fotografi. La mostra, che si svolgerà dal 13 settembre al 7 gennaio presso la Camera a Torino, è  stata curata da Walter Guadagnini e Francesco Zanot che hanno scelto ben 150 immagini  da esporre raffiguranti gli ‘scatti rubati’ in tutto il mondo alle star dal periodo della Dolce Vita ad oggi. Le prime paparazzate risalgono agli anni 50′ e non a caso la mostra si apre con le foto  del mitico Tazio Secchiaroli che con il suo obiettivo ha realizzato tantissimi scoop durante il XX e ci prosegue con Ezio Vitali, Ron Galella, Marcello Geppetti, Lino Nanni,  Elio Scorci fino ai più recenti Aremin LinkeAlison Kackson e Elen Von Unwerth; tutti grandi nomi di un mestiere tanto duro quanto soddisfacente che con un gossip può cambiare per sempre la vita di un personaggio pubblico. “Sono fotografie che hanno segnato per sempre la percezione popolare dei personaggi pubblici, attori, cantanti, politici – commentano i curatori – Donne soprattutto. ‘Rubate’ dei momenti privati, quando, smessa la maschera del ruolo, ridiventano persone (quasi) qualsiasi.”

Fra le immagini più belle ci sono quelle della cosiddetta Hollywood sul Tevere: quando per le strade di Roma e Via Veneto passeggiavano attori come Liz Taylor, Brigitte Bardot, Kackie Kennedy e Onassis.

Francesca Tantillo

Tu lo conosci il CO-WASH?

Ormai l’estate la stiamo definitivamente salutando e oltre a lasciarci bei ricordi, falò sulla spiaggia, una bella tintarella  a ricordarci del mare e del sole ci pensano i nostri capelli: doppie punte e chioma secca e opaca in primis.

Ma come porvi rimedio?? Oltre ad utilizzare prodotti specifici ( sopratutto per i casi più estremi), l’ultima frontiera nella beauty routine dei capelli è il CO-WASH: lavare i capelli SOLO  con il balsamo. Ha fatto impazzire le it-girl di tutto il mondo per i suoi effetti davvero strabilianti. Ma perchè CO-WASH?  Nasce dalla fusione di ‘conditioner”, ovvero il balsamo, e washing, lavare per l’appunto e si usa al posto del classico shampoo.

Come si applica?

Si prende una buona quantità di balsamo sul palmo della mano al quale si aggiunge un cucchiaino di zucche di canna e volendo anche miele o olio di Karitè. Si  massaggia facilmente su tutta la testa insistendo sulle punte ( che sono quelle più danneggiate). Lo zucchero di canna è importante perchè  con la sua  spessa granulometria (ecco perchè è da preferire  a quello raffinato!) svolge una  funzione sgrassante e di scrub su tutta la cute senza irritare eccessivamente.  Sono tante le donne che hanno provato il CO-WASH e la maggior parte sono rimaste soddisfatte del risultato: in primis perchè rispetta la salute del capello avendo meno agenti aggressivi del classico shampoo ( ha pochi tensioattivi e siliconi che sono i ‘responsabili’ della formazione di schiuma) e poi rilascia la chioma subito più morbida e leggera. La nota negativa è che ovviamente non ha lo stesso potere detergente dello shampoo ed è per questa ragione che  è consigliabile alternare al classico lavaggio  un CO-WASH alla settimana. In generale non esiste una regola precisa sulla frequenza delle applicazioni ma dipende molto dal tipo di capello e da come risponde: se al tatto risulta grasso e opaco alla vista allora è consigliabile cambiare balsamo o diminuire la dose applicata.

Visto l’enorme successo di questa beauty tip che vede devote molte star, varie aziende hanno iniziato a realizzare dei prodotti co-washing : ormai sul mercato ce ne sono tantissimi e sono da preferire quelli con pochi tensioattivi ( si leggono sul retro del flacone) perchè hanno un’azione più delicata. Di conseguenza si sono sviluppate diverse ‘scuole’ di pensiero su come applicarle il balsamo e questi prodotti di nuova generazione: c’è chi preferisce spalmarlo quando i capelli sono ancora asciutti in modo da facilitarne l’assorbimento e dopo averlo risciacquato si lava con uno shampoo delicato. Poi c’è chi opta per le ‘creme lavanti’: svolge una’azione super-nutriente che viene letteralmente massaggiata sulle ciocche  con aggiunta di acqua. Dopo pochi minuti si risciacqua senza bisogno di usare altro.

Fra i balsami più adatti al CO-WASH rientrano lo Splend’Or al Cocco ( che uso anche io ed è fantastico!) il quale ha pochi siliconi e tensioattivi ed è perfetto il rapporto qualità prezzo oppure  Ultra Dolce di Garnier al Cacao e olio di Cocco che è adatto per capelli molto lisci.

 

Voi avete mai provato questa nuova tendenza in fatto di hair-care?  Vi ha convinto?

Francesca Tantillo

 

FORTE IN FASHION: la fashion week dell’Argentario

Fervono i preparativi per la seconda edizione di Forte in Fashion, manifestazione dedicata ai giovani talenti del fashion design e della fotografia di moda in programma dal 21 al 27 agosto a Porto Ercole.

La kermesse è organizzata da StyleBook, il social network della moda (www.stylebook.it), con il contributo della Pro Loco di Porto Ercole e il patrocinio del Comune di Monte Argentario.

Si parte lunedì 21 agosto con il vernissage della mostra fotografica del Fashion Department dell’ISFCI: fotografie di moda realizzate da autori che hanno compiuto il loro percorso di studi all’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata di Roma, scuola che rappresenta da più di 30 anni un importante punto di riferimento didattico nella formazione di fotografi qualificati, creativi ed inseriti nel mondo del lavoro. Sono venti gli autori che esporranno: Marco Ardemagni, Mattia Astolfi, Federica Barboni, Francesco Belcecchi, Giulio Cafasso, Luca Cascianelli, Claudio Cerasoli, Giovanni Cosmo, Tommaso De Dona, Nicole Furlan, Simone Golfieri, Alice Marzi, Francesca Masariè, Federico Oddone, Melissa Pallini, Edoardo Russi, Federico Sguera, Federico Taddonio, Serena Vittorini e Martina Zanin. La mostra resterà aperta al pubblico fino a domenica 27 agosto, dalle 17:00 alle 21:00.

Grande attesa per l’evento clou, la sfilata di moda in programma sabato 26 agosto. Cinque gli stilisti scelti dalla direttrice di StyleBook, Federica Bernardini: in passerella sfileranno le creazioni di Vanessa Foglia (Abitart), Hilda Falati, Pinda Kida (Nibi), Barbara Iacobucci e Raffaella La Rocca.

Gli ospiti della sfilata saranno accolti con un drink di benvenuto offerto da Banfi, sponsor della manifestazione. Banfi a Montalcino è da quasi quaranta anni un punto di riferimento per chiunque al mondo si occupi di produzione vitivinicola. Definita a suo tempo come “il più grande progetto che sia mai stato realizzato nella produzione dei vini di qualità”, nasce nel 1978 grazie alla volontà dei fratelli italoamericani John e Harry Mariani, già titolari di Banfi Vintners, una delle più importanti società di importazione di vini statunitense.

La manifestazione Forte in Fashion si svolgerà anche quest’anno nell’incantevole cornice di Forte Stella, fortificazione spagnola del Cinquecento che domina il mare da un’altura nei pressi di Porto Ercole. Nelle sale al piano terra sarà allestita la mostra fotografica mentre la terrazza del forte, con una spettacolare veduta panoramica sulla costa dell’Argentario, ospiterà la sfilata.

Forte in Fashion
21-27 agosto
Forte Stella – Porto Ercole, Monte Argentario (GR)
Per informazioni: www.stylebook.it – info@stylebook.it

La Signorina F

Colette e le sue Birkenstock

Le Birkenstock hanno sempre diviso l’opinione pubblica: c’è  chi le ama e chi proprio non può vederle. Il ‘sandalo dei tedeschi’ ( nato nel 1774!)  è conosciuto in  tutto il mondo e si diffonde in particola modo a partire dagli anni 60′ quando il marchio inizia a produrre modelli con i famosi plantari in sughero; nel corso del tempo Birkenstock si è rivoluzionata, ampliando la produzione e aggiornando i modelli; non a caso oggi queste scarpe sono un vero e proprio trend che hanno conquistato donne e uomini e i tre modelli di punta: Arizona, Madrid e Gizeh, oltre ai classici  marrone o nero vengono realizzate con un’ampia gamma di colori e fantasie in modo di abbracciare un’utenza sempre maggiore.  Dato il loro successo sono tanti gli stilisti e le case di moda che hanno voluto omaggiare queste scarpe come Céline che ideò le Furkenstocks ( con la pelliccia), Givenchy ( creò un modello in pelle rosa e nero)  e Gianbattista Valli che realizzò una linea metallizzata con borchie. Ad oggi c’è Colette che si è messo in gioco:   ha rivisitato il modello cult Arizona.  Pelle nera e grandi pois blu, ecco come Colette ha voluto cambiare vesti e rendendo meno seriose e più sbarazzine le Arizona che però sono disponibili in edizione limitata: solo 200 paia sono state realizzate al prezzo di 290 euro acquistabili sul sito  di Colette . Purtroppo sarà possibile averle solo entro la fine di luglio; certamente il prezzo non è dei più economici ma se si pensa a  quanto  sono resistenti, al design unico e alla manifattura, forse riusciamo a chiudere un occhio no?

Francesca Tantillo

Il Giardino Incantato di Gianni Molaro ad Altaroma 2017

Che questo fosse l’anno dei fenicotteri era ben chiaro a tutti, ma se vi dicessi che c’è chi ha osato arrivando addirittura a renderli co-protagonisti di una sfilata-statica?

L’ha fatto quel genio di Gianni Molaro che durante la manifestazione Altaroma Altamoda, ci ha accolto in un giardino incantato fatto di agave, tessuti preziosi e… fenicotteri! Non appena  entro in Atelier   vengo catapultata in un altro mondo intriso di fragranze all’orchidea e ortensia, dove sei splendide fanciulle sono ricoperte da tessuti preziosi che danno vita a  piante d’agave. Gianni si è lasciato ispirare dall’amore per la natura ed ha creato una linea di abiti Haute Couture dai tagli netti e geometrici e con linee pulite. Tulle, mikado e iuta sono i tre  tessuti protagonisti dei modelli presentati. Il pezzo forte è sicuramente l’abito a sirena  rivestito da paillettes cangianti verdi e rosa con una lunga coda godè che delinea perfettamente la silhouette. A renderlo opulento  ci pensano due foglie di agave dorate che abbracciano il busto e diventano un coprispalla. In tutti gli abiti le foglie di agave sono state riadattate a seconda del modello: intagliate, assemblate e cucite per dar vita ad abiti unici e quindi sartoriali; le foglie accarezzano e avvolgono il corpo in maniera sinuosa creando anche giochi di luce e chiaro-scuri dovuti agli infiniti cristalli che sono stati utilizzati. Verde, giallo, blu ed ecru sono le nuance principali che lo stilista ha scelto per le creazioni che sono ben strutturare e voluminose: spacchi vertiginosi e lunghezze variabili donano agli abiti un’allure sensuale.

Uno dei più particolari, è forse quello blu mikado; realizzato assemblando tante foglie di agave tenute insieme da una cinta nera fissata in vita.

L’effetto è quello di una pianta che cresce e si avvolge al corpo.  Oltre agli abiti però ad attirare l’attenzione  e la curiosità sono stati i tre fenicotteri  che hanno preso parte alla performance rendendo ancora più magico e surreale il Giardino incantato/Atelier di Gianni Molaro.

Francesca Tantillo